La prossima versione del sistema operativo mobile di Google, Android Q, migliorerà la durata della batteria dello smartphone andando a limitare l’impatto delle app che effettuano la scansione del Wi-Fi. Se da un lato questa sembra una buona notizia, dall’altra va detto che non sembra esserci la possibilità di decidere autonomamente quale app limitare e quale no per preservare la batteria o ottenere performance migliori.

Scansioni Wi-Fi limitate

Già con la versione Android Pie, Google aveva deciso di ridurre drasticamente il numero di tentativi di scansione delle app, portandoli ad uno ogni 30 secondi per le app in uso e ad uno ogni 30 minuti per le app che girano in background. Ad esempio le applicazioni di navigazione interna che utilizzano il punto di accesso Wi-Fi analizzando i valori RSS non funzionano con le ultime versioni di Android Pie, così come tutti i tipi di analizzatori di reti Wi-Fi, i creatori di heatmap Wi-Fi e gli analizzatori di copertura Wi-Fi.

Ora, nonostante le proteste degli sviluppatori di app basate sulla localizzazione e sulla misurazione del segnale, Google ha deciso di mantenere queste restrizioni come parte integrante di Android Q. E questo anche se l’utente si dimostra disposto ad accettare un consumo maggiore della batteria a fronte dell’utilizzo ottimizzato di una specifica app.

La richiesta degli sviluppatori

Sul forum, gli sviluppatori scrivono a Big G:

Gentile Google. Il minimo che puoi fare è implementare un’impostazione della developer mode per disabilitare la limitazione della scansione Wi-Fi. Ciò renderebbe almeno possibile utilizzare dispositivi Android 9 (e più recenti) per analizzare le reti Wi-Fi circostanti con applicazioni adatte a questo scopo. Anche altri casi d’uso hanno disperatamente bisogno di questo, come il posizionamento Wi-Fi.

La risposta di Google

In risposta a questa richiesta e alle precedenti avanzate dagli sviluppatori di fornire un meccanismo per consentire agli utenti di accettare e autorizzare una scansione più frequente da parte di determinate applicazioni, o almeno la possibilità di eliminare queste restrizioni per le app in primo piano, sul proprio forum, Google risponde:

Ancora una volta, grazie per aver inviato la richiesta. Dopo aver consultato i nostri team di prodotto e di progettazione, la richiesta non verrà presa in considerazione in questo momento. In Q, c’è una nuova opzione per lo sviluppatore per disattivare la limitazione per il test locale (Richiede un dispositivo rooted).

Fonte:Google