Android prevede le abitudini: nuova AI in arrivo su questi device

Android espande i Suggerimenti contestuali: la funzione AI predice azioni e routine su Galaxy S25 Ultra e OnePlus 15.
Android prevede le abitudini: nuova AI in arrivo su questi device

Android vuole diventare più proattivo. Dopo un primo avvio apparentemente legato ai Pixel, la funzione Contextual Suggestions sta iniziando a comparire anche su smartphone non Google, tra cui Galaxy S25 Ultra e OnePlus 15, secondo quanto riportato da Android Authority.

Cosa sono i Suggerimenti contestuali

La novità permette allo smartphone di proporre azioni in base a orario, posizione e abitudini ricorrenti. In pratica, Android può suggerire una playlist quando l’utente arriva in palestra, oppure proporre di accendere le luci, avviare musica rilassante o controllare le videocamere di casa al rientro.

L’obiettivo è ridurre i passaggi manuali e rendere il telefono capace di anticipare alcune esigenze quotidiane. La funzione ricorda le scorciatoie intelligenti già viste in passato su Android, ma con un approccio più legato all’AI on-device.

Google precisa che i dati usati per queste previsioni restano sul dispositivo, non vengono condivisi con Google e servono solo per l’apprendimento locale.

Questo dettaglio spiega anche perché la funzione potrebbe non arrivare subito su tutti i telefoni. Android Authority segnala infatti l’assenza su modelli di fascia media come Galaxy A57, suggerendo una possibile limitazione ai dispositivi con chip più potenti e adatti all’elaborazione AI locale.

Come disattivare la funzione

La funzione risulta attiva di default, ma può essere disabilitata dalle impostazioni: Impostazioni > Servizi Google > Tutti i servizi > Funzioni sviluppatore > Contextual Suggestions. È inoltre possibile togliere l’accesso alla posizione o cancellare l’attività prima della finestra automatica di 60 giorni.

Per ora resta da capire quanto questi suggerimenti saranno davvero utili nell’uso quotidiano e quali app potranno sfruttarli in modo concreto. Google non ha ancora chiarito in modo completo tempi e criteri di distribuzione, ma l’arrivo su Galaxy S25 Ultra e OnePlus 15 indica che la funzione non resterà confinata ai Pixel.

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