Anche Amazon, così come l’utenza privata, deve dirottare le proprie attenzione sui beni di prima necessità. La scelta è obbligata da una situazione di emergenza che, proprio nel momento in cui il superfluo diventa essenziale per snocciolare il tempo che si è costretti a passare in casa, solo i beni di prima necessità riescono ad essere gestiti da un servizio di logistica sempre più in difficoltà.

Amazon, privilegiati i beni di prima necessità

Da una parte v’è l’aumento degli ordini da parte di persone che preferiscono evitare code e rischi di contagio presso le rivendite locali; dall’altra v’è una riduzione del personale disponibile e condizioni di lavoro messe a dura prova dai timori per la pandemia. Una stretta mortale anche per Amazon, soprattutto in virtù del fatto che la sede principale delle spedizioni italiane (Castel San Giovanni) è vicina alla famigerata “zona rossa” da cui tutto è iniziato (vedi l’approfondimento di Punto Informatico). Ora, secondo Reuters, la scelta è stata effettuata: per le prossime due settimane il servizio di consegna andrà a privilegiare esclusivamente i beni di prima necessità, ossia quei prodotti che più rispondono ai bisogni degli utenti in questa delicata fase di isolamento forzato.

Cibo, pulizia, cura della persona, beni per la cura degli animali, libri: questi prodotti avranno la priorità rispetto a tutto il resto, allungando quindi considerevolmente i tempi di consegna per il resto dei prodotti. Va detto che ormai il servizio Pantry aveva perso le sue peculiarità, perché i tempi di consegna si erano ormai allungati a 10 giorni e non è certo così che avrebbe potuto proseguire.

La situazione è degenerata nelle ultime ore: le proteste dei dipendenti a Castel San Giovanni avevano portato ad uno sciopero motivato dal fatto che l’azienda non avrebbe garantito le necessarie condizioni di sicurezza ai dipendenti. Stesse preoccupazioni sarebbero venute negli ultimi giorni anche dai fattorini delle consegne, preoccupati dal continuo contatto con gli utenti che li espone a maggiori rischi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso: la scelta di limitare le spedizioni è dovuta con ogni probabilità dalla somma di difficoltà crescenti e con la volontà di garantire comunque un servizio alle persone in difficoltà che in Amazon ripongono fiducia per questo periodo di isolamento.

Nelle prossime ore se ne saprà di più, anche perché Amazon dovrà confermare le anticipazioni di Reuters con previsioni di spedizione ricalibrate. Non è chiaro, inoltre, se il tutto valga anche per l’utenza Prime, per la quale il gruppo ha finora garantito priorità di spedizione sempre e comunque in virtù di un pagamento annuale che prevede esplicitamente questo tipo di trattamento.

Cosa cambia

Quel che è noto fin da subito è quanto comunicato da Amazon Vendor Central ai negozi affiliati:

A partire da oggi noterai:

  1. Riduzione degli ordini d’acquisto: abbiamo temporaneamente sospeso gli ordini di prodotti diversi da articoli per la casa, materiali sanitari o altri prodotti molto richiesti;

  2. Finestre di consegna prolungate per gli ordini d’acquisto esistenti: abbiamo prolungato le finestre di spedizione/consegna per alcuni ordini d’acquisto esistenti, in modo da offrirti più tempo per gestire l’ordine

Nella missiva si fa riferimento ad misure straordinarie destinate a durare fino al 5 aprile.

Fonte:Repubblica.it