Nei giorni scorsi è stato sottoscritto il nuovo accordo quadro per l’attribuzione di ulteriori funzioni delegate ai Comitati regionali per le comunicazioni, meglio conosciuti come Co.re.com.

Il nuovo accordo, sottoscritto presso la sede dell’Autorità, definisce la cornice giuridica con la quale già a partire dal prossimo anno i Co.re.com. potranno essere investiti di nuovi e significativi poteri, con l’obiettivo di accrescere le garanzie e l’esercizio dei diritti degli operatori e degli utenti a livello locale, avvicinando al cittadino i centri decisionali e la possibilità di accedere direttamente ad una serie di servizi.

In particolare ai Comitati regionali potranno essere decentrate competenze di primaria importanza quali:
– la vigilanza in materia di esercizio dell’attività radiotelevisiva locale, mediante il monitoraggio delle trasmissioni dell’emittenza locale;
– la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione (ROC);
la decisione sulle controversie tra operatori ed utenti.

“Questo risultato – ha sottolineato il Presidente dell’Autorità Corrado Calabrò nel corso dell’incontro – è stato reso possibile dallo sforzo dell’Agcom che ha previsto il raddoppio dello stanziamento (quasi 3 milioni di euro) da destinare ai Co.re.com. e dalla volontà delle regioni di dare seguito al processo di decentramento già avviato e destinato ad assumere livelli sempre più rilevanti. In un quadro di profonda trasformazione, tra contenuti, sistemi di telecomunicazione e tecnologie dell’informazione, l’Autorità ritiene assolutamente essenziale rafforzare il rapporto con il territorio.
Accanto ad una programmazione sempre più globale, si rileva il bisogno diffuso di un forte radicamento locale attraverso un diverso ruolo dell’informazione, in particolare del servizio pubblico. La delega di ulteriori competenze ai Co.re.com. testimonia il loro ruolo sempre più rilevante, in un contesto di crescente autorevolezza e indipendenza. Questa Autorità – ha concluso Calabrò – metterà a disposizione dei Co.re.com. tutte le sue competenze per contribuire, in un quadro di tutele e di garanzie, allo sviluppo di un sistema delle comunicazioni moderno e pluralista”.