Asus ZenFone AR

L’Asus Zenfone AR non è uno smartphone qualunque, e non potrebbe essere altrimenti, visto che il prezzo di listino è 899 euro. Eppure l’aspetto è ingannevole, quasi subdolo, soprattutto per la presenza della cover posteriore in plastica, a dispetto degli altri top-phone della stessa fascia di prezzo, che prediligono l’alluminio o il vetro. Eppure… eppure quando lo si utilizza si scopre che quella tanto vituperata plastica, qui impreziosita da un’elegante e morbido rivestimento in pelle, rende più solida e sicura la presa, ed evita di spiaccicare a terra novecento euro di smartphone.
Però, per quale motivo spendere tanto per uno smartphone prodotto da un’azienda che non figura nel ristretto gotha dei “soliti noti”? Per due lettere: “AR“. Augmented Reality. Questo basta a giustificare l’investimento? Si, ma anche no. Dipende dall’utente e da quali aspettative ripone nello smartphone che sta per acquistare.

Zenfone AR

Che sia proprio l’AR, assieme alla VR, il trend del momento nel settore mobile, lo conferma anche l’interessamento di Apple, che con iOS 11 ha introdotto funzioni e applicazioni specifiche per la Realtà aumentata anche nel mondo della mela. Lo Zenfone AR, però, va oltre, perché è il primo smartphone dedicato a Tango e allo stesso tempo compatibile con la tecnologia DayDream.
Come riassunto per chi si fosse perso qualche passaggio (tecnologico), ricordiamo che Tango è una piattaforma di realtà aumentata (AR) realizzata da Google e che ha debuttato lo scorso anno con il Lenovo PHAB2 Pro. Grazie ad essa è possibile posizionare oggetti virtuali all’interno dello spazio reale ripreso tramite la fotocamera di uno smartphone o di un tablet. Ovviamente, questi oggetti virtuali sono integrati all’interno dell’ambiente reale e seguono il movimento dello smartphone. La realtà aumentata di Tango si differenzia dalla realtà virtuale perché non impone l’utilizzo di caschi o altri visori, ma può essere fruita direttamente nel display, come fosse una qualunque applicazione.

Zenfone AR

DayDream, invece, è la piattaforma per la realtà virtuale (VR) integrata da Google nel suo sistema operativo mobile a partire da Android Nougat 7. Le applicazioni compatibili hanno bisogno di un apposito visore per poter essere fruite e in questo l’Asus non delude, visto che una parte della confezione è destinata a contenere proprio un paio di occhiali adatti allo scopo. Assieme a questi e allo smartphone, nella scatola troviamo anche una protezione in vetro per il display dello smartphone, oltre ad un caricabatterie veloce da 2 ampere, al cavo USB-USB Type C e ad una coppia di auricolari di buona qualità. Una dotazione superiore al normale, sufficiente per poter sfruttare fin da subito tutte le possibilità offerte da questo smartphone.
Dicevamo del case in plastica. Vivaddio, per una volta non siamo affatto pentiti della scelta operata dal produttore, anzi, soprattutto perché la cover è ingentilita dall’inserimento di un rivestimento in simil-pelle. Viste le dimensioni dello smartphone, l’impiego di un materiale meno scivoloso del vetro e dell’alluminio rende più ergonomica e sicura la presa, favorendo il grip ed eliminando praticamente del tutto il problema ditate, quantomeno dal retro. Sui bordi sono presenti il pulsante per l’accensione e il bilanciere del volume, mentre nella parte inferiore troviamo il jack per le cuffie e l’altoparlante stereo, oltre alla porta USB Type C.

Zenfone AR

Le dimensioni sono importanti: 158,7×77,4 millimetri, per uno spessore variabile tra i 4,6mm del bordo e gli 8,9mm del centro. Lo spessore varia perché la cover posteriore è sagomata a sella per meglio adattarsi al profilo delle mani. Sul fronte troviamo il pulsantone centrale che fa da tasto Home e da lettore di impronte digitale (molto preciso: difficilmente non riconosce le impronte registrate), oltre all’immancabile fotocamera e al sensore di luminosità, mentre sul retro ci attende la vera novità tecnologica di questo smartphone: ben tre fotocamere. Una da 23 megapixel che viene utilizzata per scattare le normali foto, una fotocamera che agisce come sensore di profondità per Tango ed una terza che invece opera come telecamera per il Motion Tracking. Questo trittico di fotocamere è indispensabile affinché il sistema Tango funzioni a dovere. Non manca un flash LED che supporta l’utente qualora abbia necessità di scattare foto con scarsa luce.
A un primo, superficiale, sguardo, la dotazione hardware di questo smartphone potrebbe sembrare al di sotto delle aspettative, soprattutto in alcune componenti. Ad esempio, il processore adottato è uno Snapdragon 821 quad core da 2,35GHz, sicuramente un ottimo chip, ma con soli quattro core, mentre ormai siamo abituati a vedere sistemi octa core a prezzi anche molto inferiori. Se si guarda più attentamente, invece, si scopre che questo processore quad core si comporta ancora benissimo, tenendo testa a molti smartphone octa core.

Zenfone AR

La cosa migliore è che il processore è stato ottimizzato per Tango, quindi le prestazioni con le applicazioni specifiche per questa piattaforma sono ancora migliori di quanto ci saremmo aspettati, rivelando così che il lavoro fatto nel corso del lungo sviluppo effettuato è stato attento e intelligente. L’unione con una GPU Adreno 530, poi, permette di ottenere prestazioni grafiche di elevato livello. Questi due componenti, uniti ai 6GB di memoria LPDDR4 e alla ROM da 128GB (espandibile fino a 2TB) fanno sì che anche quando si utilizzano applicazioni AR o VR non si notino, se non in rarissime circostanze, rallentamenti o impuntamenti delle immagini.

Interessante da notare il trittico di fotocamere presenti sul retro dello smartphone. Quella utilizzata per le foto e le riprese video si giova di un sensore Sony IMX318, ha una lunghezza focale di 27mm e, per migliorare la qualità delle immagini, ha uno stabilizzatore ottico a tre assi. Ottima la possibilità di registrare video a risoluzione 4K UHD (3.840 x 2.160 pixel) a 30 frame al secondo; peccato che in questo caso non sia disponibile la stabilizzazione ottica, ma solo elettronica dell’immagine.
La prova dell’Asus Zenfone AR non può di certo prescindere dalla prova delle funzioni Tango e DayDream, e difatti inizieremo proprio da queste. Lo smartphone ha già qualche app preinstallata per poter provare le funzioni Tango, altre sono disponibili sullo Store, altre ancora (si auspica) arriveranno. Queste app, sostanzialmente, permettono di miscelare elementi reali, ripresi dalla videocamera posteriore, con elementi virtuali aggiunti in tempo reale. Il tutto ha funzionato piuttosto bene in questo Asus. Il riconoscimento delle distanze, dei piani e degli oggetti reali ad opera di Tango è risultato accurato, tranne in qualche rara occasione, ad esempio in presenza di forti contrasti o con poca luce. La velocità di rendering degli oggetti è molto alta, e la disposizione degli stessi nello spazio sufficientemente accurata.

Zenfone AR

Le app disponibili sullo smartphone permettono di avere un’idea di base delle possibilità offerte dalla tecnologia AR di Tango. Particolarmente suggestiva è l’app BMW iVisualizer, che permette di visualizzare una i3 o una i8 nel proprio cortile o su una qualunque superfice piana di adeguate dimensioni e navigare attorno e dentro di esse. Tra le app a disposizione per Tango c’è anche qualche gioco, un’app che permette di prendere misure senza avere a disposizione un metro (con buoni risultati), applicazioni che permettono di arredare casa prima di acquistare i mobili (c’è anche un’app di Ikea!). L’impressione è che siamo ancora in una fase iniziale, acerba, ma già interessante, perché si intravedono interessanti possibilità di sviluppo futuro.

Zenfone AR

Anche con le applicazioni di realtà virtuali compatibili DayDream l’Asus si comporta piuttosto bene. L’ampio display con risoluzione di 2.560 x 1.440 pixel permette di utilizzare potenzialmente due semiquadri da 1.280 x 1.440 pixel per la visualizzazione di contenuti VR. Non siamo ancora su livelli ottimali, ma in ogni caso la qualità della visualizzazione è discreta. Durante la riproduzione di video ripresi in modalità VR e riprodotti utilizzando la cardbox con gli occhiali contenuti all’interno della confezione, ad esempio, se si osserva con attenzione si possono ancora notare i pixel del display. Per il resto siamo in presenza di un ottimo smartphone, che si pregia di un display AMOLED di qualità e risoluzione elevata, capace di riprodurre efficacemente i colori e dotato di un elevato angolo di visuale. L’unico appunto che si può fare a questo display è quello di non avere un’ottimale visibilità in condizioni di luce solare elevata, anche a causa dei riflessi presenti. Il display si presta particolarmente bene anche a riprodurre le foto e i video ripresi con la fotocamera posteriore da 23 megapixel, che viene ottimamente sfruttata da un’app dedicata che offre all’utente la possibilità di selezionare una tra le venti diverse modalità di scatto disponibili, oppure passare alla modalità manuale per avere il massimo controllo sui risultati. Tutto questo si traduce in foto di elevata qualità e grande dettaglio, con una buona qualità di cattura dei colori. Sostanzialmente, siamo in presenza di risultati superiori alla media, anche se abbiamo notato qualche occasionale ritardo nello scatto. Di buona qualità anche la fotocamera anteriore, che sfrutta bene i suoi 8 megapixel e permette di togliersi qualche soddisfazione anche nei selfie di gruppo.

Asus Zenfone AR

Non male anche lo speaker, che nonostante sia mono offre una buona qualità audio, anche se non soddisfa del tutto quando utilizzato come vivavoce. La qualità audio migliora decisamente quando si utilizza un buon paio di cuffie, visto che con esse è possibile sfruttare il surround audio 7.1 virtuale offerto dal DTS Headphone:X implementato dallo smartphone.
Buona anche la ricezione, con lo ZenFone AR che tiene bene la linea anche in condizioni difficili e mette in evidenza una buona velocità di navigazione sia in 3G che in 4G. Trattandosi di uno smartphone dual SIM è possibile usare due diverse schede telefoniche, anche se solo una di esse potrà utilizzare il 4G. Inutile dire che le prestazioni sono complessivamente sopra la media anche quando si utilizzano applicazioni o giochi particolarmente pesanti e avidi di risorse. A questo proposito c’è da dire anche che in qualunque condizione di utilizzo, anche quando lo si chiude all’interno della sua cardbox, quindi con ridotta possibilità di dissipazione, l’Asus ZenFone AR mantiene la sua temperatura sempre entro limiti più che accettabili, non mostrando segni evidenti di surriscaldamento. Note finali sull’autonomia: nell’utilizzo normale si riesce ad arrivare fino a sera senza troppi sacrifici. Se invece ci si lascia tentare dalle applicazioni AR, allora ecco che i consumi salgono vertiginosamente e l’autonomia, invece, si riduce drasticamente.

 

L’Asus Zenfone AR è il secondo dispositivo mobile certificato compatibile con Google Tango. Il primo, un phablet Lenovo, è decisamente più grande e scomodo da utilizzare, oltre ad essere tecnologicamente inferiore. Il costo di acquisto, destinato comunque a scendere, è giustificato dalla dotazione tecnologica dello smartphone e dall’importante fase di sviluppo che ha portato all’ottimizzazione del processore per Tango, cosa che permette di accedere alle applicazioni di realtà aumentata (AR) senza problemi. Inoltre, lo smartphone si è dimostrato veloce e reattivo anche con le applicazioni e i contenuti multimediali in realtà virtuale (VR). La fruizione dei contenuti AR e VR è piacevole, così come piacevole è, in generale, l’utilizzo di questo smartphone, che ha un display luminoso e ben contrastato, capace di supportare adeguatamente sia le applicazioni AR/VR che la comune operatività giornaliera.

Zenfone AR

La doppia SIM permette di sfruttare le offerte di due operatori diversi, o di tenere separate le telefonate private da quelle lavorative, ma se si rinuncia a una SIM è possibile aggiungere una MicroSD ed espandere la memoria fino a 2TB. La qualità telefonica è elevata, sia per quanto riguarda l’aggancio alla linea che per l’audio delle telefonate, mentre dal punto di vista multimediale l’Asus si giova del display AMOLED da 550 DPI, luminoso e ben definito, e della notevole qualità audio, grazie anche al supporto per il DTS Headphone:X audio 7.1 surround virtuale. La qualità delle foto e dei video ripresi è piuttosto buona. Le foto presentano una buona fedeltà cromatica e una ridotta presenza di rumore digitale, anche quando la luce si riduce, anche grazie alla stabilizzazione ottica su 4 assi. In pratica, questo non è uno smartphone che si acquista per consultare Facebook o leggere la posta elettronica, piuttosto è un dispositivo con il quale entrare nel mondo della realtà aumentata e della realtà virtuale e, nello stesso tempo, non rinunciare a nulla di ciò che offre l’ecosistema Android.