YouTube allarga l’accesso al Picture-in-Picture gratuito anche fuori dagli Stati Uniti. La funzione, finora riservata in molti Paesi agli abbonati Premium, sarà disponibile nei prossimi mesi per gli utenti non paganti su iPhone, iPad e Android, ma con alcune limitazioni.
La novità riguarda i contenuti longform non musicali. In pratica, gli utenti senza abbonamento potranno continuare a guardare un video YouTube in una piccola finestra flottante mentre usano altre app, rispondono a un messaggio o navigano sul telefono.
Il Picture-in-Picture riduce il video in un player mobile, spostabile sullo schermo. Su iPhone basta uscire dall’app con uno swipe verso l’alto: se la funzione è attiva, la riproduzione prosegue in una finestra separata.
Chi potrà usarlo gratis
Secondo quanto riportato da MacRumors, il rollout sarà globale e non cambierà nulla per gli utenti statunitensi, che già avevano accesso alla funzione gratuita per alcuni contenuti, né per gli abbonati Premium.
Gli utenti Premium Lite continueranno ad avere il PiP per i video lunghi non musicali. Gli abbonati YouTube Premium, invece, manterranno l’accesso più completo, incluso l’uso del Picture-in-Picture anche per i contenuti musicali.
La distinzione più importante resta quella tra video musicali e non musicali. YouTube non sta rendendo gratuito il PiP per tutta la piattaforma: i contenuti musicali continueranno a essere legati all’offerta Premium.
La scelta conferma la volontà di Google di rendere più accessibili alcune funzioni considerate ormai standard sui dispositivi mobili, senza però eliminare del tutto il valore dell’abbonamento.
Arrivo previsto nei prossimi mesi
YouTube parla di distribuzione “nei prossimi mesi”, quindi l’attivazione potrebbe non essere immediata per tutti gli account e in tutti i Paesi. Come spesso accade per le funzioni della piattaforma, il rilascio sarà probabilmente graduale lato server.
Per molti utenti iPhone, soprattutto fuori dagli Stati Uniti, si tratta comunque di un cambiamento atteso: il Picture-in-Picture è una funzione integrata da tempo nei sistemi operativi mobili, ma su YouTube è rimasta a lungo vincolata a limitazioni geografiche o commerciali.