Secondo quanto riportato in rete, Google potrebbe presto trasformare YouTube in un sito web per lo shopping, detto anche “e-commerce”. Ricordiamo che YT guadagna già denaro tramite pubblicità e YouTube Premium serve per canalizzare tutti quegli utenti che non vogliono fastidiose pubblicità durante la visione dei loro video; se da un lato l’azienda rinuncia quindi al marketing con le società esterne, dall’altro guadagna dai piani abbonamento per gli utenti. Ora, stando ai nuovi rapporti trapelati, pare che la compagnia di Mountain View si stia preparando ad aggiungere funzionalità di acquisto generali all’interno del portale.

YouTube: ancora pochi dettagli in merito

Bloomberg riferisce che YouTube stia chiedendo ai content creator di taggare e monitorare i prodotti presenti nei loro video, i quali sembra che siano collegati agli strumenti di analisi e di acquisto di Google. L’obiettivo finale è che l’azienda possa riuscire a vendere articoli direttamente tramite YouTube, invece di pubblicizzare gadget da altri siti terzi. Un portavoce della società ha inoltre confermato che BigG sta testando la funzionalità con una manciata di canali, ma pare che si sia rifiutata di condividere ulteriori dettagli.

Lo scenario più probabile all’orizzonte è che questa funzione venga basata su Google Shopping, già strettamente integrato con la ricerca della compagnia. Questo, per chi non la conoscesse, è una vetrina unificata per migliaia di negozi al dettaglio, grandi e piccoli, tra i quali figura Best Buy, Target, Costco, Overstock. Tuttavia, non ha ancora raggiunto il pieno dominio: Wallmart si è ritirato nel 2019 e nell’elenco mancherebbero ancora alcuni grandi negozi. La profonda integrazione con YouTube (e le vendite che potrebbero derivarne) potrebbe incoraggiare quindi i negozi a registrarsi, ad ogni modo.

YouTube e iOS 14: PiP ritornata

Concludiamo con una felice novità per i possessori di melafonini; con iOS 14 adesso si può – nuovamente – utilizzare la Picture in Picture (PiP) mode con i video di YouTube, a patto che si visualizzino dalla versione desktop del browser Safari.

Fonte:Bloomberg