La Commissione europea ha ufficialmente designato WhatsApp come Very Large Online Platform (VLOP) ai sensi del Digital Services Act (DSA). Si tratta di un passaggio rilevante nel quadro della regolamentazione digitale europea, ma è importante chiarire subito un punto chiave: la decisione riguarda in modo specifico la funzione Canali di WhatsApp, e non la messaggistica privata protetta da crittografia end-to-end.
La designazione è scattata dopo che Meta ha comunicato all’UE che i Canali di WhatsApp hanno superato la soglia dei 45 milioni di utenti medi mensili nell’Unione, limite che fa scattare automaticamente gli obblighi aggiuntivi previsti dal DSA per le piattaforme di grandi dimensioni. Da questo momento, Meta avrà quattro mesi di tempo per adeguarsi alle nuove regole.
Il Digital Services Act introduce un regime di responsabilità rafforzata per le piattaforme VLOP. Nel caso di WhatsApp, questo significa maggiore trasparenza sui sistemi di moderazione dei contenuti pubblici, valutazioni periodiche dei rischi sistemici – come la diffusione di contenuti illeciti o disinformazione – e l’obbligo di collaborare più strettamente con le autorità europee. Sono previste anche verifiche indipendenti e la possibilità, per la Commissione, di richiedere informazioni dettagliate o adottare misure correttive in caso di criticità.
Resta però un confine netto: le chat private non rientrano nel perimetro dell’intervento. La crittografia end-to-end di WhatsApp non viene messa in discussione dal DSA e non sono previste forme di accesso ai contenuti delle conversazioni personali. L’attenzione normativa si concentra esclusivamente sugli spazi pubblici o a diffusione ampia, come appunto i Canali.
Dal punto di vista di Meta, la sfida sarà trovare un equilibrio tra il rispetto dei nuovi obblighi di trasparenza e la tutela della privacy, che rappresenta uno dei pilastri del servizio. Per l’ecosistema digitale europeo, invece, la designazione di WhatsApp come VLOP rappresenta un nuovo banco di prova per il DSA, chiamato a dimostrare la sua efficacia nel regolamentare i grandi attori senza compromettere i diritti fondamentali degli utenti.
Nei prossimi mesi sarà cruciale osservare come queste regole verranno applicate nella pratica e quali effetti concreti avranno sull’esperienza degli utenti europei.