L’It-Wallet italiano si avvicina a una nuova fase di espansione e l’obiettivo, ormai dichiarato in più anticipazioni, è trasformare il portafoglio digitale dell’app IO in un contenitore capace di ospitare oltre 200 attestati e documenti con valore legale. Oggi la funzione “Documenti su IO” consente già di aggiungere patente di guida, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità, ma il quadro che emerge dalle fonti ufficiali e dalle indiscrezioni degli ultimi giorni racconta un’evoluzione molto più ampia. Il punto centrale, però, è uno: la lista completa dei 200 documenti non è stata ancora pubblicata ufficialmente. Per questo, al momento, si può parlare di categorie ormai plausibili e di documenti già indicati come prossimi candidati, non di un elenco definitivo.
Cosa c’è oggi in It-Wallet
La base di partenza è chiara. Sul portafoglio dell’app IO sono già disponibili, per chi ne è titolare, la patente di guida, la Tessera sanitaria-Tessera europea di assicurazione malattia e la Carta europea della disabilità. Il sistema è facoltativo, gratuito e accessibile ai maggiorenni tramite autenticazione con SPID o CIE. I dati arrivano dagli stessi enti che emettono i documenti fisici, una scelta pensata per garantire autenticità e affidabilità del formato digitale. Dal giugno 2025 i documenti possono anche essere consultati offline, con validità verificata all’ultimo accesso online dell’app.
La diffusione del servizio, intanto, è già significativa. Secondo il Dipartimento per la trasformazione digitale, al 17 febbraio 2026 It-Wallet aveva superato 10,1 milioni di attivazioni e 17,3 milioni di documenti caricati. Nello stesso aggiornamento ufficiale viene citata esplicitamente la tessera elettorale tra i contenuti destinati ad arrivare in seguito, segnale che l’espansione è concretamente in corso anche se i tempi completi restano da definire.
I documenti che potrebbero arrivare
Le anticipazioni più ricorrenti convergono su alcune grandi famiglie di documenti. In cima alla lista c’è la carta d’identità, il documento più atteso dagli utenti, mentre il passaporto viene spesso collegato a una fase più avanzata e più vicina all’interoperabilità europea con il futuro EU Digital Identity Wallet. Sul fronte civico e amministrativo si parla poi di tessera elettorale, iscrizione alle liste elettorali e certificazioni relative al godimento dei diritti civili e politici.
Un secondo blocco riguarda le certificazioni anagrafiche e socioeconomiche: certificati di residenza, stato di famiglia, Isee e perfino il Fascicolo Sociale e Lavorativo del Cittadino, già indicato dal Ministero del Lavoro come elemento destinato a entrare nel percorso di digitalizzazione dei servizi. A questi si aggiungerebbero titoli di studio, attestati di frequenza, qualifiche e abilitazioni, coerentemente con quanto il progetto ufficiale di It-Wallet già indica tra gli esempi di contenuti futuri: “qualifiche professionali, titoli di studio, licenze o certificazioni”.
C’è poi tutto il capitolo delle iscrizioni professionali: tesserini e attestazioni per ordini e albi, dai medici agli avvocati, dai giornalisti agli architetti. In parallelo, diverse ricostruzioni citano l’arrivo di badge di accesso per i dipendenti pubblici, di patenti speciali e di altri documenti funzionali a dimostrare requisiti specifici, compresa l’età o particolari abilitazioni. Un segnale concreto in questa direzione arriva già da atti parlamentari del 2025, dove si legge che la patente nautica è stata inserita tra i documenti caricabili sul Sistema IT-Wallet.
Cosa sappiamo davvero, e cosa no
Il dato più importante, in questa fase, è distinguere tra ciò che è ufficiale e ciò che resta anticipazione. Ufficiale è l’architettura del progetto: It-Wallet nasce come sistema pubblico integrato in app IO, destinato a evolvere verso un modello interoperabile con l’identità digitale europea e capace di ospitare attestati elettronici verificati alla fonte. Ufficiale è anche la volontà di allargare progressivamente il numero dei contenuti, con la tessera elettorale già citata tra i prossimi sviluppi. Non è invece ufficiale, almeno finora, un catalogo pubblico e definitivo dei “200 documenti” con nomi, enti emittenti e calendario di rilascio.
Per i cittadini, il punto non è solo tecnico ma pratico: se questa espansione sarà confermata nei termini emersi finora, lo smartphone potrà davvero diventare un portafoglio documentale quotidiano, utile per rapporti con la Pubblica amministrazione, controlli, accesso ai servizi e verifiche professionali. Ma la trasformazione completa dipenderà da decreti attuativi, integrazioni tra banche dati pubbliche e compatibilità con il quadro europeo dell’EUDI Wallet, che il progetto italiano dovrà progressivamente recepire.