I tuoi dati medici sono al sicuro? I pericoli della digitalizzazione del settore sanitario

La comodità della digitalizzazione del settore sanitario vale i pericoli che corrono i nostri dati medici in quanto a furto e violazioni?

La digitalizzazione del settore sanitario sta facendo passi da gigante ed è veramente comoda per i cittadini, ma vale i pericoli a cui sono esposti i nostri dati medici? In altre parole, le nostre informazioni sensibili sono al sicuro? Una domanda che merita non solo una risposta chiara, ma anche una serie di azioni che possano confermare una certa sicurezza ai cosiddetti pazienti.

Un argomento importante visto che nel 2023 Cerebral, un fornitore di servizi di telemedicina specializzato nella salute mentale, aveva condiviso dati sensibili dei pazienti con piattaforme di terze parti tra cui reti pubblicitarie e social media. Il fatto ha coinvolto milioni di utenti per diversi anni e dettagli come valutazioni di salute mentale, informazioni di ammissione e identificativi personali.

Nel 2025 una violazione ha permesso di divulgare le cartelle cliniche di oltre 120 mila pazienti registrate nel portale pazienti ManageMyHealth. Lo stesso anno, SimonMed Imaging è stato attaccato con una compromissione che ha contato più di un milione di cartelle cliniche con richieste di riscatto da parte degli attaccanti.

Anna Larkina, Web Content and Privacy Analysis Expert di Kaspersky, ha spiegato: “L’esperienza sanitaria digitale sta trasformando l’accesso alle cure, ma allo stesso tempo amplia la superficie di attacco in modi che molti utenti tendono a sottovalutare. I dati medici sono estremamente preziosi e vengono attivamente scambiati sul dark web, rendendo i pazienti un bersaglio privilegiato per frodi e phishing mirato“.

Campagne fraudolente: i pericoli della digitalizzazione del settore sanitario

Tra i pericoli della digitalizzazione del settore sanitario emergono anche le campagne fraudolente a tema medico. Si tratta di email, banner pubblicitari o messaggi di testo che invitano gli utenti a effettuare visite di controllo o consulti di follow-up. I link rimandano a siti pericolosi che registrano informazioni sensibili e dati personali, inclusi documenti di identità, foto e immagini di parti del corpo.

Larkina ha commentato: “Le truffe in ambito sanitario sfruttano l’urgenza e la fiducia, ricorrendo a finte visite mediche o offerte scontate per indurre gli utenti a condividere informazioni sensibili. I pazienti dovrebbero approcciarsi all’assistenza sanitaria digitale con la stessa cautela riservata ai servizi finanziari: verificando i fornitori, evitando link non richiesti e comprendendo come vengono utilizzati i propri dati“.

Fonte: Kaspersky

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