No, non è il titolo di un nuovo film Marvel o tantomeno Disney, sebbene ci sia un piccolo rimando a Captain America e a Star Wars. Tornando seri, in queste ore, il presidente degli Stati Uniti ha appena ordinato “una valutazione del rischio per la sicurezza nazionale” a causa dei droni cinesi. Nelle sue ultime ore come presidente, Donald Trump non sembra intenzionato ad arrendersi e sembra che stia cercando di fare tutto il possibile per danneggiare le società asiatiche. Nell’ultima mossa relativa alla guerra commerciale USA-Cina, l’eclettico uomo ha firmato un nuovo ordine esecutivo.

Trump: un ordine esecutivo contro i droni cinesi

Secondo il rapporto di Reuters, l’ordine esecutivo di nuova emissione firmato dal Presidente degli Stati Uniti chiede alle agenzie di valutare i rischi per la sicurezza dei droni di fabbricazione cinese nelle flotte del governo americano e di dare la priorità alla loro rimozione.

Di fatto, ha ordinato a tutte le agenzie presenti negli USA di delineare i rischi per la sicurezza dei dati degli americani derivanti dai droni costruiti da società cinesi o da altri Paesi considerati “avversari stranieri“.

Qualche settimana fa, a tal proposito, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti aveva inserito nella lista nera DJI Technologies, l’azienda leader al mondo nella produzione di droni e velicoli commerciali da cinema e per il videomaking. Soltanto nel 2020, si legge che l’amministrazione Trump aveva messo a terra oltre 800 droni di fabbricazione cinese.

In precedenza invece, nel nel maggio 2019, il Department of Homeland Security ha avvertito le aziende americane dei rischi per i dati aziendali a causa dei droni costruiti interamente in Cina. In un avviso, il DHS ha affermato che i funzionari statunitensi hanno forti preoccupazioni per i dati americani che cadono nelle mani di uno stato autoritario come quello cinese.

Putroppo, DJI non è la sola colpita dai ban e dalle rappresaglie commerciali del governo americano: pensiamo a Xiaomi, da poco messa anch’essa nella Black List USA, a ZTE e a Huawei, società a cui è toccata la sorte peggiore.

Fonte:Reuters