Si sono rivelate fin troppo ottimistiche le previsioni di alcuni anni fa sulla diffusione dei servizi di terza generazione. Nel momento del boom della telefonia mobile pareva non dovesse esservi fine alla crescita di traffico ed abbonati a tutte le reti mobili del mondo. eppure anche in questo settore è arrivata la crisi, che ha duramente colpito diverse aziende. Gli studi sulla diffusione del 3G sono stati generosamente ottimistici e le spese effettuate dagli operatori per l’acquisto delle licenze in molti paesi europei e non eccessivamente elevate, tanto da non consentire la partenza stessa del servizio, per i troppi costi ad essa collegati.

Esempio lampante è il caso IPSE 2000, ma anche nei paesi dove i sistemi 3G sono già partiti il loro successo è stato esiguo. In Giappone NTT DoCoMo ha raccolto solo 320 mila clienti alla fine di marzo del 2003, pur essendo partita nell’ottobre del 2001, prima azienda al mondo. Diversa la situazione in Europa, dove solo H3G ha lanciato un’offerta commerciale da poco più di un mese, ma ha già raccolto oltre 50 mila clienti tra Italia e Regno Unito, nonostante la maggioranza di questi sia stata colpita soprattutto dalle convenienti tariffe piuttosto che dagli innovativi servizi.

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