Sunita Williams lascia la NASA: fine carriera per una leggenda dello spazio

Dopo 608 giorni in orbita, missioni chiave sulla ISS e il volo di test Starliner, Sunita Williams va in pensione: un addio che segna una fase di transizione per il volo umano.
Sunita Williams lascia la NASA: fine carriera per una leggenda dello spazio

Dopo 27 anni di servizio, Sunita Williams ha ufficialmente lasciato la NASA, chiudendo una delle carriere più solide e riconoscibili dell’esplorazione spaziale moderna. Un percorso fatto di numeri importanti, ma soprattutto di responsabilità operative e scelte che hanno contribuito a definire l’attuale presenza umana in orbita bassa.

Nel corso della sua attività, Williams ha trascorso 608 giorni nello spazio, prendendo parte a missioni di lunga durata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Ha completato nove passeggiate spaziali, per oltre 62 ore complessive fuori dalla stazione, e nel 2007 è entrata nella storia come la prima persona a correre una maratona nello spazio, seguendo a distanza la Boston Marathon mentre orbitava attorno alla Terra.

Il suo debutto risale al dicembre 2006, quando raggiunse la ISS con lo Space Shuttle Discovery nell’ambito delle Expedition 14 e 15. Da quel momento, la sua presenza è diventata una costante nei programmi di lunga permanenza, fino ad assumere nel 2012 il comando della stazione durante una missione particolarmente delicata dal punto di vista tecnico e logistico. Un ruolo che ha confermato la sua affidabilità in contesti ad alta complessità.

L’ultimo capitolo operativo della sua carriera è legato al volo di test del Starliner di Boeing. Lanciata nel 2024 insieme a Butch Wilmore, Williams ha vissuto una missione più lunga del previsto a causa dei problemi tecnici del veicolo, rientrando sulla Terra solo nel marzo 2025. Un’esperienza che ha messo in evidenza, ancora una volta, l’importanza della collaborazione tra programmi commerciali e sistemi tradizionali, oggi affiancati anche dalle capsule di SpaceX.

Oltre alle missioni in orbita, Williams ha ricoperto incarichi chiave all’interno dell’Astronaut Office, contribuendo alla formazione degli equipaggi e al coordinamento con i partner internazionali, inclusa la lunga collaborazione con l’agenzia spaziale russa. Un lavoro meno visibile al grande pubblico, ma fondamentale per garantire continuità operativa e trasferimento delle competenze.

Con il suo ritiro, la NASA saluta una figura che ha accompagnato il passaggio dallo Space Shuttle all’era dei veicoli commerciali. Un addio che non è solo simbolico: rappresenta il cambio di testimone verso una nuova generazione di astronauti, chiamata a raccogliere un’eredità costruita su esperienza, rigore e visione a lungo termine.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti