Strappare lungo i bordi: quello che non sapete di Zerocalcare

Ecco tutto quello che non sapete di Zerocalcare, alias Michele Rech, e della sua prima serie TV Netflix, Strappare lungo i bordi, uscita da poco.
Strappare lungo i bordi: quello che non sapete di Zerocalcare

Grande successo per la nuovissima serie TV da poco uscita su Netflix. Nemmeno due giorni di schermo e già sta facendo parlare di sé Strappare lungo i bordi. Sicuramente un titolo originale che vanta una storia tutta a fumetti. Scopriamo insieme quello che non sapete di Zerocalcare e della sua prima serie TV in assoluto uscita in tutti i 190 Paesi dove è attivo il servizio Netflix di streaming on demand.

 

Strappare lungo i bordi: la storia di Zerocalcare come non l’abbiamo mai conosciuta

Qualche anno fa mi era venuta voglia di provare a raccontare una storia non a fumetti ma a cartoni perché è un linguaggio più diretto, più accessibile. E poi perché io sono un maniaco del controllo, tendo a mettere attorno alle vignette i testi delle canzoni per suggerire al lettore di immaginare quel contesto o quell’atmosfera grazie alla canzone. Immagino che uno su un milione abbia ascoltato quelle canzoni. Con la serie glielo posso imporre. Con la serie puoi controllare l’esperienza di come lo spettatore riceve un determinato prodotto“.

È da questo breve e alquanto onesto racconto che il fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, ci ha parlato dell’origine di Strappare lungo i bordi. Tutto nasce dal desiderio di raccontare una storia a cartoni animati. Pare essere una moderna poesia che non si sviluppa in versi, ma attraverso le immagini che catturano gli occhi attenti dello spettatore proiettato nell’era dello streaming on demand.

Strappare lungo i bordi è uno scrigno ricco di aneddoti, esperienze vivide e irriverenti e la storia di un fumettista che non ha ancora deciso di arrendersi alla vita e alle nuove forme di comunicazione e, soprattutto, di intrattenimento. Cosa c’è di meglio, dopotutto, di un viaggio in treno con gli amici di una vita? E se poi sono i flashback a rendere ancora più frizzante il tempo trascorso durante il viaggio, scandito da sei brevi episodi della durata di circa 15 minuti ciascuno, è ancora meglio.

La voce dei personaggi è sempre di Zerocalcare, tutti tranne la sua coscienza. Quella no, non poteva farla lui, l’Armadillo doveva essere per forza un altro e quindi solo in quei momenti prende la scena Valerio Mastandrea. Per il resto tutto è Zerocalcare in Strappare lungo i bordi. Vi ricordiamo che si tratta di una delle tre serie TV in uscita questa settimana su Netflix.

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