Nel contrasto quotidiano a chiamate spam e frodi telefoniche, Google alza l’asticella puntando sull’intelligenza artificiale on-device. Durante l’evento Google I/O 2025, l’azienda ha presentato una nuova funzione di rilevamento delle truffe in tempo reale che cambia l’approccio finora adottato sugli smartphone: non più solo blacklist e filtri statici, ma analisi intelligente durante la chiamata, direttamente sul dispositivo.
Il cuore della novità è Gemini Nano, il modello di AI progettato per funzionare localmente senza inviare dati ai server. La funzione è inizialmente disponibile sui Pixel compatibili con Gemini Nano, a partire da Google Pixel 8, e permette di individuare pattern tipici delle frodi mentre la conversazione è in corso. Quando il sistema rileva segnali sospetti, compare un avviso immediato sullo schermo, dando all’utente la possibilità di interrompere la chiamata o proseguire con maggiore consapevolezza.
L’aspetto chiave è proprio la tempestività: l’alert arriva mentre la chiamata è in corso, non a posteriori. In questo modo l’utente può reagire prima che la truffa vada a segno. È inoltre possibile segnalare un falso positivo, contribuendo al miglioramento complessivo del sistema nel tempo, pur senza addestramenti personalizzati espliciti sul singolo dispositivo.
Grande attenzione è stata riservata alla privacy. Google sottolinea che l’elaborazione avviene interamente on-device: l’audio non viene inviato ai server e non viene archiviato in modo permanente. L’analisi serve esclusivamente a individuare segnali riconducibili a comportamenti fraudolenti, riducendo al minimo l’esposizione dei dati personali. Proprio per questo motivo, la funzione non è attiva di default: spetta all’utente abilitarla manualmente dalle impostazioni, mantenendo il pieno controllo sull’esperienza.
Guardando avanti, l’obiettivo dichiarato è estendere progressivamente questa tecnologia all’ecosistema Android. Se e quando arriverà su un numero più ampio di dispositivi, l’AI anti-scam potrebbe diventare uno standard di fatto nella sicurezza telefonica, affiancando — e non sostituendo — gli strumenti già adottati da operatori e autorità.