Spotify ti sta rubando spazio? La vera causa è nascosta

Se lo spazio del tuo smartphone si riduce senza motivo apparente, la causa potrebbe essere la cache di Spotify. Scopri perché occupa così tanti giga e come eliminarla senza perdere download offline.
Spotify ti sta rubando spazio? La vera causa è nascosta

Molti utenti attribuiscono l’aumento improvviso dello spazio occupato da Spotify ai download offline, ma spesso il vero responsabile è un elemento meno visibile: la cache dell’app. Si tratta di dati temporanei salvati automaticamente per rendere più rapida la riproduzione dei brani e ridurre il consumo di traffico dati.

Quando si ascolta musica in streaming, Spotify memorizza frammenti audio, copertine e informazioni utili per evitare nuovi caricamenti nelle sessioni successive. Con un utilizzo frequente — soprattutto passando tra playlist diverse o ascoltando a qualità elevata — questa memoria temporanea può crescere fino a occupare centinaia di megabyte o anche diversi gigabyte, in particolare su dispositivi con spazio limitato.

La dimensione della cache dipende da vari fattori, tra cui la qualità audio selezionata e le abitudini di ascolto. Più alta è la qualità dello streaming, più pesanti saranno i dati salvati. È importante sapere che ogni dispositivo mantiene una cache indipendente: smartphone, tablet e computer accumulano dati separatamente anche se si utilizza lo stesso account.

Come liberare spazio senza perdere la musica offline

A differenza dei download offline, la cache può essere eliminata in modo sicuro senza cancellare playlist e album salvati per l’ascolto senza connessione. Spotify integra infatti una funzione dedicata alla pulizia dei dati temporanei.

Su Android e iOS basta aprire l’app, accedere alla sezione Impostazioni e privacy, entrare in Archiviazione e selezionare Cancella cache. Su computer la procedura è simile: dalle impostazioni dell’app desktop è possibile eliminare i dati temporanei con pochi clic.

Dopo la pulizia, l’app potrebbe risultare leggermente più lenta per qualche tempo, finché non ricostruirà la cache necessaria alla riproduzione fluida. Il vantaggio, però, è il recupero immediato di spazio di archiviazione.

Monitorare periodicamente lo spazio occupato da Spotify è particolarmente utile su smartphone entry-level o dispositivi meno recenti. Un uso consapevole delle impostazioni — come la qualità audio o il numero di download offline — consente di mantenere prestazioni ottimali senza rinunciare alla comodità dello streaming.

In definitiva, se lo storage del dispositivo sembra riempirsi senza motivo apparente, controllare la cache di Spotify può rivelarsi la soluzione più semplice e immediata.

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