Spotify accelera sull’intelligenza artificiale e porta il suo DJ personalizzato in nuovi mercati, Italia compresa. La funzione, ancora in beta, è ora disponibile per gli utenti Premium in oltre 75 Paesi e introduce quattro nuove lingue: francese, tedesco, italiano e portoghese brasiliano. Per il pubblico italiano debutta DJ Alex, una voce pensata per accompagnare l’ascolto con commenti, suggerimenti e selezioni musicali basate sulle abitudini dell’utente.
L’espansione annunciata da Spotify segna un passaggio importante nella strategia della piattaforma: trasformare l’ascolto musicale in un’esperienza sempre più conversazionale e guidata dall’AI. Il DJ non si limita a riprodurre una playlist automatica, ma combina brani già amati dall’utente, canzoni dimenticate da tempo e nuove uscite, aggiungendo interventi vocali per contestualizzare la selezione.
Secondo Spotify, dal lancio nel 2023 la funzione DJ in beta ha contribuito a modellare l’esperienza di ascolto personalizzata per 94 milioni di utenti Premium. Ora la società allarga la disponibilità ad Austria, Brasile, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Corea del Sud, Svizzera e altri mercati, portando la copertura complessiva a più di 75 Paesi.
Chi è Alex, la nuova voce italiana
Per l’Italia, Spotify introduce Alex, descritto dalla società come una voce “calda” e radicata, capace di unire conoscenza musicale e coinvolgimento emotivo. Accanto ad Alex arrivano Maïa per il francese, Ben per il tedesco e Dani per il portoghese brasiliano. L’obiettivo dichiarato è rendere l’esperienza più naturale nei diversi mercati, con voci e personalità costruite insieme ai team locali.
La localizzazione non riguarda solo la lingua. Per una funzione basata su suggerimenti, tono e interazione, la voce scelta può incidere sul modo in cui l’utente percepisce il servizio: più assistente musicale che algoritmo invisibile. È un dettaglio rilevante in un settore in cui le piattaforme cercano di distinguersi non solo per il catalogo, ma per la capacità di far scoprire contenuti in modo personale.
Come funziona il DJ personalizzato
Il DJ AI può essere avviato dalla home di Spotify oppure cercando “DJ” all’interno dell’app. Una volta aperta la sessione, l’utente può lasciarsi guidare dalla selezione automatica oppure fare richieste tramite voce o testo, toccando il pulsante dedicato. Le richieste possono essere specifiche, ma anche più libere: per esempio una musica adatta a una serata, a una festa o a un determinato stato d’animo.
Spotify aveva già introdotto il supporto allo spagnolo e alle richieste digitate nei mesi precedenti, ampliando l’interazione oltre i comandi vocali. Con il nuovo aggiornamento, la società prova a rendere il DJ AI più accessibile anche a chi preferisce dialogare nella propria lingua o non vuole usare la voce in ogni contesto.
L’arrivo del DJ AI in italiano conferma quanto l’intelligenza artificiale sia diventata centrale nella competizione tra servizi di streaming. Spotify punta su un’esperienza più dinamica rispetto alle playlist tradizionali: non solo raccomandazioni automatiche, ma una sorta di conduzione radiofonica personalizzata.
La funzione resta comunque in beta. Spotify invita gli utenti ad aggiornare l’app per accedere alle novità più recenti e permette di cambiare lingua dal menu con i tre puntini all’interno della scheda DJ. Per gli abbonati Premium italiani, Alex rappresenta il primo vero test di un ascolto musicale in cui algoritmo, voce e preferenze personali lavorano insieme in tempo reale.