Dal primo gennaio 2026, il panorama dell’identità digitale in Italia è cambiato drasticamente. Se sei tra i milioni di italiani che utilizzano lo SPID di Poste Italiane, probabilmente ti sarai accorto che la pacchia della gratuità assoluta è finita. Ma c’è un modo per evitare questo esborso? E soprattutto, quali sono i rischi reali se decidi di non mettere mano al portafoglio?
In questo articolo sveliamo i “trucchi” legali per continuare ad accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione senza spendere un centesimo e chiariamo una volta per tutte cosa succede al tuo account se non rinnovi l’abbonamento.
SPID con Poste a pagamento: come evitarlo
Diciamolo subito: non esiste un tasto “nascondi” per il canone di Poste Italiane se vuoi mantenere attivo quel servizio specifico. Tuttavia, non pagare è possibile, ed è anche molto semplice. Ecco le tue alternative:
- Il passaggio alla CIE (Carta d’Identità Elettronica): È la soluzione definitiva. La CIE è lo strumento su cui lo Stato sta puntando tutto con il progetto IT Wallet. Perché conviene: Non ha canoni annuali. Una volta pagata la quota di emissione al Comune (circa 22€ ogni 10 anni), l’accesso ai servizi online è totalmente gratuito. Come si usa: ti basta scaricare l’app CieID e appoggiare la carta sul retro dello smartphone (se dotato di NFC).
- Provider gratuiti: sebbene la tendenza del 2026 veda quasi tutti i gestori privati orientati verso un modello a pagamento, esistono ancora alcuni provider che offrono versioni base dello SPID a costo zero per i cittadini.
Cosa succede se decidi di NON pagare?
Molti utenti si chiedono: “Se ignoro la richiesta di pagamento di Poste, vado incontro a sanzioni?”. La risposta è no, ma ci sono conseguenze tecniche importanti da conoscere per non trovarsi la porta chiusa in faccia proprio quando devi scaricare un referto medico o controllare la tua pensione.

Lo SPID diventa inutilizzabile
Se non saldi il canone annuale di 6€, Poste Italiane disabiliterà le tue credenziali. Questo significa che quando proverai a fare il login su siti come INPS, Agenzia delle Entrate o nel tuo Fascicolo Sanitario, riceverai un messaggio di errore. Non potrai più generare il codice OTP o autorizzare gli accessi tramite App PosteID.
Se il tuo SPID viene disattivato per mancato pagamento, non svanisce nel nulla immediatamente. Hai tempo fino a 2 anni dall’ultima volta che hai effettuato l’accesso al portale di Poste per regolarizzare la tua posizione e rinnovare l’identità. Se superi questa finestra temporale senza mai aver effettuato il login o senza aver rinnovato il servizio, la tua identità digitale verrà revocata definitivamente. In quel caso, dovrai ripetere da zero tutta la procedura di identificazione (che spesso è a pagamento se fatta di persona).
SPID con Poste: conviene pagare?
I 6€ richiesti da Poste sono una cifra contenuta, ma per principio o per risparmio, molti stanno migrando verso la CIE. Il nostro consiglio è chiaro: se hai già una Carta d’Identità Elettronica valida, attiva subito le credenziali di livello 1 e 2 (quelle senza chip fisico) e inizia a usarla. Risparmierai soldi e sarai già pronto per l’integrazione completa con l’IT Wallet nazionale