Sempre più utenti lasciano Google Foto e Drive: le alternative europee che stanno crescendo

Foto e file lontani da Google: cresce l’interesse per il cloud europeo tra privacy, GDPR e maggiore controllo dei dati.

Per anni Google Foto e Google Drive sono stati la scelta predefinita per milioni di utenti Android. Comodi, veloci, multipiattaforma. Oggi però qualcosa sta cambiando: cresce l’interesse verso alternative europee, considerate più affidabili sul fronte della privacy e della protezione dei dati personali.

Il motivo è semplice. I servizi Google offrono funzioni avanzate, come backup automatico, riconoscimento facciale e ricerca intelligente delle immagini, ma richiedono anche di affidare foto, documenti e ricordi personali a un’infrastruttura controllata da una big tech statunitense. Un compromesso che non tutti sono più disposti ad accettare.

Cloud europeo: perché sta diventando una scelta concreta

Le alternative basate in Europa puntano su un messaggio chiaro: dati sotto giurisdizione UE, rispetto del GDPR e maggiore trasparenza. Non sempre offrono le stesse funzioni “smart” di Google, ma garantiscono un livello di controllo più elevato.

Tra i servizi più solidi c’è pCloud, provider con sede in Svizzera che propone archiviazione cloud con server europei, app per smartphone e computer e piani di abbonamento flessibili. È spesso scelto come alternativa a Google Drive, soprattutto per file e backup, anche se non replica l’esperienza avanzata di Google Foto.

Più orientato alla sicurezza è Tresorit. Qui il focus è sulla crittografia end-to-end e sul modello zero-knowledge: solo l’utente può accedere ai propri dati. Una soluzione apprezzata in ambito professionale, meno pensata per chi cerca una gestione fotografica automatizzata.

Sta attirando attenzione anche Internxt, progetto europeo che punta tutto su privacy e trasparenza. L’approccio è chiaramente “privacy-first”, anche se alcune funzioni risultano ancora meno mature rispetto ai grandi player globali.

Più essenziale ma completamente europea è Koofr, soluzione semplice per sincronizzare e conservare file senza puntare su intelligenza artificiale o analisi dei contenuti.

Self-hosting: la scelta più radicale

Per chi vuole il massimo controllo esistono soluzioni self-hosted come Nextcloud o Immich. In questo caso i dati restano interamente sotto il controllo dell’utente, ma servono competenze tecniche e una gestione attenta di server e backup.

Il vero limite: le funzioni “intelligenti”

Il punto chiave resta uno: le alternative europee privilegiano la privacy, ma rinunciano a parte dell’intelligenza artificiale di Google Foto. Riconoscimento automatico dei volti, ricerca per oggetti o luoghi e suggerimenti avanzati restano difficili da replicare senza analisi approfondite dei dati.

Una tendenza destinata a crescere

Non si tratta di una fuga dalla tecnologia, ma di una scelta più consapevole. Sempre più utenti stanno valutando un approccio ibrido: cloud europeo per file e backup, soluzioni locali o self-hosted per foto e contenuti più sensibili. Un segnale chiaro di come, anche nel mondo mobile, la privacy stia diventando un criterio di scelta tanto importante quanto la comodità.

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