Gli esperti di sicurezza informatica della Kaspersky, azienda leader in soluzioni basate su cybersecurity e privacy, hanno scoperto il primo malware della storia che prende di mira le centraline delle auto basate sul sistema operativo Android. “Si tratta del primo caso documentato di malware distribuito alle centraline delle auto tramite un servizio di aggiornamento automatico del firmware“, hanno spiegato.
Abbiamo già trattato molti incidenti informatici nel settore automobilistico, ma in genere erano correlati a fughe di dati nell’infrastruttura digitale dei produttori o agli esperimenti dei ricercatori di sicurezza. Questo caso, tuttavia, riguarda malware che i criminali informatici stanno distribuendo attivamente in the wild.
Gli obiettivi di questi criminali informatici sono principalmente due: primo, la diffusione di frodi pubblicitarie e, secondo, la creazione di una botnet proxy composta da centraline di automobili infette. Con centralina si intende il sistema di infotainment del veicolo, tramite il quale, attraverso un display più o meno grande, l’utente controlla navigazione, musica e altre funzioni dell’automobile.
Gli elementi che rendono appetibili questi sistemi sono principalmente due. Innanzitutto, sono spesso connesse a internet e, inoltre, i produttori spesso utilizzano Android come sistema operativo, per motivi di personalizzazione e semplicità nell’utilizzo. Due ingredienti perfetti per la ricetta di un malware che prende di mira le auto.
Il primo malware per auto continua ad attaccare
Continuano gli attacchi del primo malware per auto. Nonostante, come avevamo spiegato alcuni giorni fa, sia stato realizzato per attaccare il software sviluppato dall’azienda cinese DoFu, è possibile che i cybercriminali siano al lavoro per renderlo più universale possibile.
Da un’indagine condotta dagli esperti Kaspersky è emerso che l’operazione è associata alla piattaforma dannosa BADBOX e, più precisamente, a uno dei responsabili delle minacce a essa collegati: il Gruppo MoYu. Gli indizi nel codice del malware, insieme alle sovrapposizioni con l’infrastruttura precedentemente attribuita al Gruppo MoYu, indicano il coinvolgimento del gruppo. La stessa BADBOX riunisce una serie di attività dannose incentrate sull’infezione di dispositivi Android e sullo sfruttamento segreto delle relative risorse.
“Nonostante gli sforzi compiuti da professionisti della sicurezza informatica e dalle forze dell’ordine per smantellare la botnet BADBOX, singoli individui ad essa collegati continuano la loro attività dannosa, infettando dispositivi in tutto il mondo“, hanno concluso gli esperti di Kaspersky nel rapporto completo.