Un’ex figura tecnica di Google è stata riconosciuta colpevole da una giuria federale di San Francisco per una grave violazione legata alla sottrazione di segreti industriali nel settore dell’intelligenza artificiale. Il caso riguarda Linwei Ding, noto anche come Leon Ding, ex ingegnere software assunto nel 2019 e coinvolto nello sviluppo delle infrastrutture AI dell’azienda.
Secondo quanto emerso durante il processo e confermato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Ding è stato giudicato colpevole su 14 capi d’accusa: sette per spionaggio economico e sette per furto di segreti industriali. Le pene massime previste arrivano fino a 15 anni di reclusione per ciascun capo di spionaggio economico e fino a 10 anni per quelli relativi al furto di segreti, mentre la sentenza definitiva verrà stabilita in una fase successiva.
L’indagine ha ricostruito un arco temporale compreso tra maggio 2022 e aprile 2023, durante il quale l’ex ingegnere avrebbe sottratto oltre 2.000 pagine di documentazione riservata. Il materiale riguardava tecnologie chiave per i data center AI di Google, inclusi dettagli sulle TPU (Tensor Processing Unit), sui sistemi basati su GPU, sulle SmartNIC e sui software utilizzati per l’orchestrazione e la comunicazione tra cluster di calcolo su larga scala. Secondo l’accusa, tali informazioni rappresentano un vantaggio competitivo cruciale nel contesto della corsa globale all’AI.
Gli inquirenti hanno inoltre evidenziato che Ding avrebbe archiviato inizialmente i dati su Apple Notes del MacBook aziendale, per poi convertirli in PDF e trasferirli su account cloud personali. Parallelamente, l’ex dipendente non avrebbe dichiarato a Google alcune affiliazioni con società tecnologiche in Cina, né le trattative per assumere ruoli dirigenziali all’estero.
Un ulteriore elemento emerso riguarda la fondazione di una startup con sede a Shanghai, presentata agli investitori come un progetto in grado di sviluppare infrastrutture di supercalcolo per l’AI di livello comparabile a quelle occidentali. Le autorità statunitensi ritengono che le informazioni sottratte potessero essere utilizzate per favorire lo sviluppo tecnologico di entità collegate al contesto industriale cinese.
Il caso riporta al centro il tema della protezione delle tecnologie strategiche e del ruolo sempre più sensibile che l’intelligenza artificiale riveste non solo per le aziende, ma anche per la sicurezza economica e nazionale.