Alla fine tutto resta come prima, o quasi. Dopo alcuni mesi di valutazioni e contrattazioni (era il 20 marzo 2011), AT&T ha definitivamente bloccato l’operazione di acquisto del ramo statunitense di T-Mobile, azione che avrebbe portato alla creazione del più grande carrier americano.

 

Al matrimonio tra i due colossi delle telecomunicazioni si erano fortemente opposti sia la Federal Communications Commission, sia il Dipartimento di Giustizia USA, nonché i principali competitors, in primis Sprint.

 

Anche la Borsa americana si era chiesta se l’acquisizione avesse portato a ricadute positive in termini di nuovi posti di lavoro.

 

“[Senza l’acquisizione] i consumatori saranno danneggiati, e gli investimenti necessari verranno soffocati”, scrive nel comunicato stampa Randall Stephenson, chairman e CEO di AT&T. “Ma nei prossimi anni continueremo ad investire”, ha aggiunto.

 

Randall Stephenson e Philipp Humm
Randall Stephenson e Philipp Humm

 

Philipp Humm, CEO e Presidente di T-Mobile USA, conferma che riceverà 4 miliardi di dollari da AT&T per il mancato passaggio di consegne, parte dei 39 miliardi di dollari inizialmente dovuti.

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