Negli ultimi mesi Google ha intensificato i controlli sull’uso di YouTube da browser mobile, rendendo sempre meno affidabili le soluzioni alternative che in passato permettevano di ascoltare i video in riproduzione in background senza un abbonamento. Non si tratta di un cambiamento annunciato ufficialmente, ma di una serie di interventi progressivi che stanno modificando il comportamento della piattaforma.
Riproduzione in background: cosa sta cambiando
La riproduzione a schermo spento è da sempre una funzione riservata agli abbonati YouTube Premium. Nel tempo, tuttavia, alcuni browser mobile di terze parti avevano consentito di aggirare questo limite, offrendo un’esperienza simile anche agli utenti non paganti. Oggi queste soluzioni risultano sempre più instabili.
Secondo numerose segnalazioni, browser come Brave, Vivaldi, Samsung Internet e Microsoft Edge non garantiscono più un funzionamento costante della riproduzione in background su YouTube, in particolare su Android. In molti casi, la riproduzione si interrompe quando lo schermo viene spento o l’app passa in secondo piano.
Nessun annuncio ufficiale, ma una strategia chiara
È importante precisarlo: al momento non esiste una comunicazione ufficiale di Google che annunci un blocco totale e definitivo. Gli interventi sembrano avvenire lato server, con test graduali che non colpiscono tutti gli utenti allo stesso modo. Questo spiega perché il comportamento possa variare in base al browser utilizzato, alla versione dell’app o al tipo di account.
La stretta sulla riproduzione in background si inserisce però in una strategia più ampia già vista negli ultimi anni. YouTube ha infatti rafforzato i controlli contro ad-blocker e soluzioni non ufficiali, puntando a rendere l’esperienza gratuita meno completa e a spingere verso l’abbonamento Premium. In Italia il servizio costa 13,99 euro al mese e include riproduzione in background, download offline, assenza di pubblicità e accesso a YouTube Music.
Per chi desidera un’esperienza stabile e senza limitazioni, YouTube Premium resta quindi l’unica opzione ufficialmente supportata, mentre le scorciatoie del passato appaiono sempre più destinate a scomparire.