RedMi Note 7 come non l’avete ancora visto: aperto, smontato e riassemblato. Il video dimostra che non è semplicissimo riparare lo smartphone, in caso di rottura, a causa del posizionamento dei componenti.

RedMi Note 7: il teardown

Ormai, ogni volta che un nuovo smartphone è ufficializzato, da un momento all’altro ci si aspetta di vedere una clip che ne documenti il teardown. Smontare uno smartphone è utile per chiarire dubbi sull’hardware, ma anche per capire il posizionamento dei componenti e decidere il grado di difficoltà per riuscire a ripararlo in caso di rottura accidentale.

Beh, RedMi Note 7 parte bene, ma finisce male, almeno sotto questo punto di vista. Infatti, stando a quanto mostrato nel video, i connettori type-C, jack audio da 3,5 millimetri e della batteria sembrano semplici da sostituire. Allo stesso modo, non pare complicato cambiare le lenti della fotocamera. Il problema si pone con i resto dei componenti, tutti posizionati sotto il display: con questo genere di logistica, ogni tentativo di riparare un componente potrebbe compromettere il corretto funzionamento del display. Tuttavia, si tratta pur sempre di uno smartphone di fascia media, ma dal prezzo parecchio contenuto: in caso di rottura del device, ripararlo potrebbe essere più costoso di acquistarne uno nuovo.

Dunque, il suo grado di riparabilità non è destinato a minare il successo del primo smartphone di RedMi ufficializzato dopo che il brand è diventato indipendente da Huawei. E mentre il CEO del colosso cinese pensa al primo top di gamma economico sotto il nuovo marchio, le previsioni di vendita di Note 7 sono più che floride: si prevede una distribuzione di almeno 1.000.000 di unità nel primo mese. Tutto sommato, il dato sembra godere di una certa attendibilità, soprattutto dopo che la prima vendita lampo in Cina ha avuto un risultato di 100.000 smartphone acquistati in poco più di 8 minuti.

Fonte: GSM Arena