Recensione OPPO Reno15: tanta sostanza, qualche compromesso (ma la base è solidissima)

OPPO Reno15: design premium, AMOLED 120Hz, batteria 6500 mAh e ottime fotocamere con tele 3,5x. I video convincono meno.
Recensione OPPO Reno15: tanta sostanza, qualche compromesso (ma la base è solidissima)

OPPO con Reno15 prova a portare la “sensazione da premium” della serie in una fascia più accessibile, mantenendo scelte tecniche molto concrete. Dopo qualche giorno di utilizzo, l’idea è chiara: è uno dei medi gamma più completi per design, batteria e fotocamere.

Design e qualità costruttiva: premium vero

oppo reno15 design

La prima cosa che colpisce è la costruzione. Reno15 usa doppio vetro Gorilla Glass 7i (davanti e dietro) con frame in alluminio e certificazioni IP68/IP69: non solo immersione, ma anche resistenza a getti d’acqua ad alta pressione. In mano si percepisce “solido”, curato, e soprattutto non ha quell’aria da medio gamma camuffato.

reno15_profilo

La colorazione Aurora White è tra le più riuscite che abbia visto su questa fascia: il retro opaco è lavorato con una miriade di micro-incisioni e, quando prende la luce, l’effetto aurora è elegante e non pacchiano. C’è però un rovescio della medaglia: la finitura è molto resistente alle impronte, ma anche molto scivolosa senza usare una cover.

Dimensioni e peso sono centrati: 158 x 74,8 x 7,9 mm per 197 g. Rispetto al fratello maggiore, quell’OPPO Reno15 Pro che abbiamo molto apprezzato, questo Reno15 è meno facile da impugnare perché più largo e dunque più scomodo da usare ad una mano.

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Display AMOLED 120Hz: ottimo, con un limite in HDR “spinto”

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Il pannello è un AMOLED da 6,59″ con risoluzione 1256 x 2760 px (460 ppi), 10-bit, 120Hz e HDR10+. Nel quotidiano è uno schermo che dà soddisfazione: colori credibili, neri profondi, ottima fluidità.

La luminosità è in linea con quanto dichiarato: circa 600 nits tipici e fino a 1200 nit in automatico, con picco intorno ai 1300 nit su piccole aree. Il punto è che, pur supportando Android Ultra HDR e HDR10+, non c’è un vero “boost” aggressivo in galleria: tradotto, i contenuti HDR ci sono e vengono riconosciuti anche dalle app streaming, ma non aspettatevi quell’effetto “wow” sui dettagli più brillanti come su top di gamma.

Interessante la gestione refresh rate: Auto/Standard/High. In High è possibile anche forzare frequenze più alte per singola app (comodo se vuoi, ad esempio, Chrome a 120Hz). Nella pratica, Auto e High si comportano in modo simile, ma avere quel controllo extra è un plus.

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Prestazioni: Snapdragon 7 Gen 4 equilibrato, ma non da gaming estremo

Sotto la scocca c’è Snapdragon 7 Gen 4 (4 nm) con GPU Adreno 722, abbinato a 8/12 GB di RAM LPDDR5X e storage UFS 3.1 (256/512 GB). È una piattaforma che si comporta bene: interfaccia sempre reattiva, app che si aprono velocemente, multitasking senza ansie.

Dove si vede che non è un top di gamma è sotto stress prolungato: nei test pesanti e in alcune sessioni lunghe di gioco, la CPU tende a stabilizzarsi attorno a circa il 70% delle prestazioni di picco. Non è un disastro, anzi è meglio di tanti medi gamma “che collassano”, ma se cercate frame rate altissimi costanti per ore, ci sono alternative più reattive. Qualche volta abbiamo notato dei surriscaldamenti sul retro: mai ingestibile, ma l’alluminio può diventare fastidiosamente caldo in punti precisi.

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Batteria 6500 mAh: uno dei veri motivi per sceglierlo

Qui OPPO ha fatto centro. 6500 mAh su un corpo sotto gli 8 mm si sentono, e tanto. Nella nostra esperienza è il classico telefono che ti fa dimenticare il powerbank: arrivi a sera con margine anche con uso intenso, e se sei più “normale” puoi puntare serenamente a due giorni.

La ricarica è 80W SuperVOOC (caricatore incluso) e nella pratica è rapida: circa 40% in 15 minuti, ~68% in 30 minuti, e piena in poco meno di un’ora (intorno ai 57 minuti). Bene anche le opzioni software: smart charging, limite di carica e soprattutto bypass charging, utilissimo se giochi mentre sei collegato alla corrente perché riduce calore e cali di prestazioni.

Audio e connettività: promosso con qualche nota

L’audio stereo è convincente. A volume “normale” il suono è ricco e piacevole, con bassi percepibili e voci pulite. C’è anche un livello “extra” fino al 300%, che aumenta la pressione sonora ma peggiora la qualità (più acuti, voci meno naturali): utile solo in casi limite.

Sul fronte connettività troviamo 5G, eSIM, Wi-Fi 5, Bluetooth 5.4 con codec di qualità (aptX HD/Adaptive, LHDC 5), NFC e IR blaster. Lettore impronte ottico sotto al display: rapido e affidabile.

ColorOS 16 su Android 16: fluida, tanta AI, un po’ di bloat rimovibile

Reno15 esce con Android 16 e ColorOS 16. L’esperienza è veloce e stabile, con tante piccole rifiniture (stili lockscreen con effetto “profondità”, cartelle grandi, organizzazione app drawer per categorie, Smart Sidebar).

La parte AI è ampia: funzioni Google (Gemini, Gemini Live, Circle to Search, traduzioni) e strumenti OPPO come AI Writer, AI Speak, AI Search, AI Translate, AI VoiceScribe. In galleria si trovano dei “classici” come AI Eraser, AI Unblur e strumenti più creativi (Recompose/Relight/Perfect Shot). C’è anche AI Studio basata su cloud con sistema a crediti.

Bloatware? Qualcosa sì (social, shopping, giochi), ma il punto positivo è che si può disinstallare praticamente tutto. Nota molto interessante: O-Connect per condividere file anche con dispositivi Apple in stile AirDrop, e una modalità “Repair mode” per assistenza.

Fotocamere: non è un “Pro”, ma scatta davvero bene (selfie top)

Dietro si trovano tre camere:

  • 50 MP principale (26 mm, f/1.8) con OIS
  • 50 MP tele (85 mm, f/2.8) con OIS e zoom ottico ~3,5x
  • 8 MP ultra-wide (15 mm, f/2.2) con autofocus

Davanti: 50 MP ultra-wide (18 mm, f/2.0) con AF.

Foto di giorno

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La principale sorprende: gamma dinamica ampia, bilanciamento del bianco quasi sempre centrato, colori piacevoli (non sparati) e dettaglio buono. Sui micro-dettagli si nota un po’ di “processing” sulle texture fini, ma è il classico compromesso da medio gamma evoluto.

A 2x (crop) la nitidezza non è il punto forte se zoomi al 100%, mentre i ritratti 2x vengono bene perché la prospettiva è più naturale e la resa della pelle è convincente. Un suggerimento pratico: in Modalità Ritratto conviene ridurre l’effetto sfocatura, perché di default è un filo troppo aggressivo.

Il tele a 3,5x è uno dei migliori motivi per scegliere Reno15: immagini pulite, colori corretti e ritratti molto riusciti grazie alla focale “85 mm”. Il limite è la messa a fuoco minima attorno ai 40 cm, quindi non aspettatevi close-up spinti.

L’ultra-wide da 8 MP è fa il suo: in buona luce le foto sono piacevoli, con buona gamma dinamica e colori ok. L’autofocus è un vantaggio, anche se ogni tanto richiede un tap per convincerlo.

Foto notturne

La principale si comporta bene: esposizioni corrette, colori vivi, dettaglio buono anche se un po’ “lavorato”. Il 2x di notte resta quello che è: ok a colpo d’occhio, meno se cerchi finezza.

Il tele di notte è buono quando usa davvero il tele, ma qui ho notato un comportamento incoerente: in scene più buie può decidere di scattare a 3,5x usando la principale e i risultati calano. È una scelta software che OPPO dovrebbe rendere più trasparente o gestibile.

Selfie

Qui Reno15 è fortissimo: la 50 MP ultra-wide con AF fa selfie molto dettagliati, con pelle naturale e possibilità di fare anche scatti ravvicinati. Anche lo “zoom” a 1x (focale più classica) è ottimo; il 2x invece è meno entusiasmante.

Video: buoni, ma non il suo punto di forza

Registra fino a 4K 60 fps con principale, tele e frontale. L’ultra-wide si ferma a 1080p 30 fps, e questa è una rinuncia importante. La qualità di giorno è buona su principale e tele; di notte regge, mentre l’ultra-wide diventa troppo morbido.

La stabilizzazione è discreta: tele molto stabile, ultra-wide ok, mentre la principale può risultare un po’ nervosa camminando. C’è “Ultra Steady”, ma non cambia radicalmente lo scenario.

Conclusioni: consigliato, soprattutto se trovandolo al prezzo giusto

OPPO Reno15 è un medio gamma che gioca da “quasi premium”: costruzione eccellente, design veramente piacevole (come Reno15 Pro)  autonomia davvero sopra la media, ricarica rapida e un comparto foto completo con tele vero e selfie di livello molto buono. I compromessi ci sono (ultra-wide limitata, video non top, prestazioni che sotto stress calano), ma nel quotidiano è uno smartphone molto soddisfacente.

Ci sentiamo di consigliarlo senza troppi dubbi se si trova lo sconto giusto: a prezzo pieno, 599,99€, rischia di scontrarsi con modelli più potenti, ma come pacchetto bilanciato (specie per foto e batteria) resta uno dei più convincenti della categoria.

Pro

  • Design premium e certificazioni IP68/IP69
  • AMOLED 120Hz ben calibrato con HDR10+
  • Batteria 6500 mAh eccellente + ricarica 80W
  • Foto molto convincenti (tele e selfie sopra la media)
  • ColorOS 16 fluida e ricca di funzioni

Contro

  • A parità di prezzo esistono alternative più potenti
  • Ultra-wide solo 8 MP e video ultra-wide limitati
  • Stabilizzazione video della principale migliorabile
  • Scocca molto scivolosa senza cover

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