Recensione Huawei Watch D3, il controllo della pressione sempre al polso

Huawei Watch D3 misura la pressione dal polso, offre ABPM 24 ore, ECG, GPS e display AMOLED più ampio, con autonomia fino a 6 giorni tipici.
Recensione Huawei Watch D3, il controllo della pressione sempre al polso

Il cinturino si gonfia, stringe il polso durante la misurazione e poi rilascia la presa. Sullo schermo compaiono pressione massima, minima e frequenza cardiaca. È il gesto attorno al quale nasce Huawei Watch D3, terza generazione di una famiglia che continua a occupare un posto particolare nel mercato degli smartwatch.

Huawei ha portato una micropompa e un bracciale pneumatico dentro un oggetto da indossare ogni giorno. Con il D3 ha ridotto gli ingombri, allargato lo schermo e aggiunto alcune funzioni, mantenendo l’impostazione dei predecessori. La pressione si misura direttamente dal polso e ogni rilevazione viene conservata nello storico.

Il Watch D3 si rivolge soprattutto a chi effettua controlli regolari anche fuori casa e vuole evitare di portarsi dietro un apparecchio separato. Intorno al bracciale integrato Huawei ha costruito anche uno smartwatch piuttosto completo, con chiamate, notifiche, monitoraggio del sonno, GPS e registrazione degli allenamenti.

PIÙ SOTTILE E PIÙ FACILE DA INDOSSARE

La riduzione dello spessore si nota subito: dai 13,3 millimetri dichiarati per il D2 si passa a 11,3 millimetri. Il corpo in lega di alluminio pesa circa 40 grammi senza cinturino, mentre il disegno rimane quello di un orologio rettangolare con angoli arrotondati, corona rotante e pulsante laterale. Le proporzioni sono più equilibrate e le finiture curate. Gli 11,3 millimetri non comprendono però la sporgenza dei sensori sul fondo e c’è poi il cuscinetto all’interno della fascia. Al polso occupa quindi più spazio di quanto suggerisca il solo dato della cassa, inevitabile considerando la presenza del sistema pneumatico.

Il cinturino resta la parte più particolare. Huawei ne ha ridotto peso e ingombro conservando la camera d’aria utilizzata durante le misurazioni. La consistenza è diversa da quella di una normale fascia in silicone e si sente, anche se rispetto alle generazioni precedenti risulta meno ingombrante. È un miglioramento importante soprattutto se si pensa di utilizzarlo anche durante il sonno.

La prima regolazione richiede qualche minuto. Nella confezione ci sono due misure e una striscia per rilevare la circonferenza del polso; seguendo le indicazioni si trova l’aderenza necessaria perché il cuscinetto lavori correttamente. Individuata la posizione giusta, resta quella da utilizzare ogni giorno. Il cinturino, ovviamente, fa parte del sistema di misurazione e quando arriverà il momento di sostituirlo non si potrà quindi scegliere liberamente una normale fascia compatibile con l’attacco dell’orologio: servirà un ricambio previsto per il meccanismo pneumatico.

UN DISPLAY AMPIO E LUMINOSO

Il display AMOLED passa da 1,82 a 1,92 pollici, mantiene una risoluzione di 408 × 480 pixel e raggiunge una luminosità di picco dichiarata di 3.000 nit, il doppio rispetto al D2. Lo spazio in più si apprezza facilmente. I valori della pressione sono più leggibili, le istruzioni hanno maggiore respiro e anche i grafici risultano meno compressi. Lo stesso vale nell’utilizzo normale dell’orologio, quando si scorrono notifiche, menu o dati relativi all’attività fisica.

La luminosità elevata aiuta all’aperto e la regolazione automatica interviene bene quando cambiano le condizioni ambientali. Le cornici restano visibili, soprattutto scegliendo quadranti chiari, ma non disturbano particolarmente nell’uso quotidiano.

La corona rotante è utile quando bisogna attraversare elenchi o schermate lunghe e permette di non coprire il display con il dito. C’è poi il pulsante inferiore, mentre per aprire rapidamente una funzione si continua quasi sempre a usare il touchscreen.

LA PRESSIONE AL POLSO, IN CIRCA UN MINUTO

Il Watch D3 utilizza il metodo oscillometrico. Una micropompa gonfia il cuscinetto inserito nel cinturino e un sensore rileva le oscillazioni di pressione generate dalle pulsazioni. Da questi dati vengono ricavati i valori di sistolica e diastolica. La presenza di un vero bracciale pneumatico evita anche la calibrazione periodica con un apparecchio esterno richiesta da alcuni sistemi che stimano la pressione attraverso sensori ottici.

La differenza rispetto a un misuratore tradizionale emerge soprattutto quando ci si trova fuori casa. Si avvia la rilevazione direttamente dall’orologio e il risultato finisce subito nello storico di Huawei Health, senza dover trascrivere nulla.

La procedura dura circa un minuto. Bisogna sistemare correttamente il cinturino, portare il polso all’altezza del cuore, tenere il braccio nella posizione indicata e restare fermi senza parlare. La pompa si sente appena; la pressione esercitata dal cinturino è invece inevitabile e termina appena completata la lettura.

Le istruzioni compaiono direttamente sul display e l’orologio segnala anche eventuali problemi di postura o movimento, chiedendo in alcuni casi di ripetere la rilevazione.

La funzione di misurazione della pressione dispone della certificazione CE secondo il regolamento europeo sui dispositivi medici, indicata come CE-MDR. La certificazione riguarda questa funzione e le relative condizioni d’uso, mentre gli altri indicatori di benessere presenti sul Watch D3 hanno finalità differenti.

Sull’accuratezza bisogna mantenere la giusta attenzione. Possono esserci scarti rispetto a un misuratore da braccio, anche sensibili, e incidono parecchio la posizione, l’aderenza del cinturino e le condizioni nelle quali viene effettuata la lettura. Non esiste una correzione fissa da applicare ai risultati.

Le misurazioni finiscono nello storico e possono essere mostrate o condivise con il medico. Non vanno utilizzate autonomamente per formulare diagnosi o modificare una terapia.

La funzione ABPM, cioè il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa, distribuisce i controlli nell’arco delle 24 ore e raccoglie i risultati in un report su Huawei Health. Si può così osservare l’andamento della pressione durante la giornata e nelle ore di sonno invece di affidarsi a una singola rilevazione.

Gli intervalli sono programmabili e si può indicare la fascia oraria dedicata al riposo. Ogni punto del grafico corrisponde a una misurazione effettuata in un preciso momento della giornata. Di giorno l’orologio avvisa quando arriva il momento di effettuare il controllo. Bisogna comunque fermarsi e assumere la posizione richiesta, quindi durante una giornata piena può capitare di ignorare il promemoria o rimandare la lettura. Almeno non serve cercare il misuratore e, una volta completata, la rilevazione viene archiviata automaticamente.

Di notte il funzionamento cambia perché le misurazioni possono partire mentre si dorme. La micropompa è discreta, anche se il gonfiaggio del cinturino si percepisce e la sensibilità varia inevitabilmente da persona a persona. Proprio durante il sonno si apprezza maggiormente il lavoro fatto sulle dimensioni della cassa e della fascia.

Il D3 permette anche di effettuare misurazioni prima e dopo l’attività fisica. Si eseguono sempre da fermi e finiscono nello stesso registro delle altre letture, così da poter osservare i valori rilevati nei diversi momenti della giornata. L’orologio non può naturalmente stabilire se una persona sia idonea o meno a svolgere uno sforzo.

SALUTE E SPORT, CON MOLTI DATI A DISPOSIZIONE

Accanto alla pressione ci sono ECG a singola derivazione, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno, temperatura cutanea e analisi del sonno. La registrazione ECG dura circa 30 secondi e il tracciato può essere esportato, mentre Health Glance raccoglie più indicatori all’interno dello stesso riepilogo. Un ECG a singola derivazione offre informazioni più limitate rispetto a un esame clinico completo, ma la possibilità di salvare il tracciato e consultarlo anche fuori dall’orologio torna utile.

Huawei Health mostra orari del sonno, andamento della frequenza cardiaca, attività svolta e parecchi altri dati, con grafici più o meno approfonditi. L’analisi del riposo comprende anche la suddivisione nelle varie fasi del sonno, che resta naturalmente una stima ricavata dai sensori dell’orologio.

L’app continua invece ad avere bisogno, secondo me, di una gerarchia più chiara. Schede, punteggi e suggerimenti sono tanti e all’inizio bisogna capire dove andare a cercare quello che interessa davvero. Personalmente darei maggiore evidenza alla regolarità del sonno e all’andamento della frequenza cardiaca, lasciando più indietro alcune valutazioni legate al benessere emotivo.

Sul fronte sportivo le modalità disponibili sono numerose e il GPS consente di registrare i percorsi senza dipendere dal telefono. Per camminate, corsa e allenamenti quotidiani c’è tutto quello che mi aspetto da uno smartwatch di questa categoria.

La restrizione più fastidiosa riguarda l’acqua: va tolto prima della doccia e non è adatto al nuoto. La classificazione IP68 non cambia le indicazioni date da Huawei. Se si bagna, deve inoltre essere asciugato prima di effettuare una nuova misurazione della pressione. Chi nuota o è abituato a tenere sempre l’orologio al polso deve tenerne conto.

CHIAMATE, NOTIFICHE E AUTONOMIA

Microfono e altoparlante permettono di gestire le chiamate Bluetooth direttamente dal polso. Serve ovviamente il collegamento con lo smartphone, ma se il telefono è in tasca o appoggiato poco distante si può rispondere senza prenderlo.

Il Watch D3 funziona sia con Android sia con iPhone. Cambiano però alcune possibilità di interazione con le notifiche: le risposte disponibili su Android, per esempio, non sono presenti su iOS. Per i pagamenti NFC Huawei si appoggia a Curve.

Huawei dichiara fino a sei giorni di autonomia nell’uso tipico, includendo misurazioni quotidiane della pressione e dell’ECG. La presenza della micropompa non costringe quindi a mettere l’orologio in carica tutte le sere.

La durata varia parecchio in base a come viene utilizzato. Misurazioni frequenti chiamano in causa più spesso la pompa, mentre GPS e schermo incidono come su qualsiasi altro smartwatch. Anche la programmazione dei controlli automatici cambia inevitabilmente il consumo.

Con il monitoraggio ABPM attivo, nelle condizioni di prova indicate da Huawei, l’autonomia dichiarata scende a circa un giorno. Prima di iniziare una sessione di 24 ore conviene quindi controllare il livello della batteria, soprattutto per evitare di interrompere le rilevazioni durante la notte. La ricarica avviene attraverso la base dedicata.

A 449 EURO, VALE LA PENA SCEGLIERLO?

Huawei Watch D3 mi convince soprattutto quando viene utilizzato per quello che lo rende diverso dagli altri smartwatch: misurare la pressione senza dover prendere ogni volta un apparecchio separato. Il fatto che sia più sottile del D2 conta, così come il display più grande, perché sono miglioramenti che si percepiscono ogni giorno.

A 449 euro, lo sceglierei soprattutto per le misurazioni al polso e per il monitoraggio notturno. Se la pressione viene controllata spesso, avere le letture già ordinate dentro Huawei Health e poterle recuperare senza annotarle manualmente è comodo. Se invece si effettuano soltanto misurazioni occasionali a casa, un buon misuratore da braccio costa molto meno e fa esattamente quel lavoro.

Per chi ha già un D2 il passaggio è meno scontato. Il principio di funzionamento è rimasto quello e il modello precedente continua a fare il suo lavoro; D3 è più comodo da indossare e offre uno schermo migliore.

Chi entra oggi nella serie trova invece un prodotto più maturo rispetto alle prime generazioni. Ci sono ancora le limitazioni nell’uso in acqua e alcune differenze tra Android e iPhone. La ragione per comprarlo, però, resta molto semplice: poter controllare la pressione praticamente ovunque con un dispositivo che si porta già al polso.

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