Realme 16 Pro+ è il nuovo smartphone prodotto dall’azienda cinese del gruppo Oppo, che punta l’attenzione su diversi aspetti: dal design, con una scelta particolare di materiali e una lavorazione non scontate, fino al comparto fotografico, dove è stato svolto uno studio approfondito per riprodurre nel modo migliore la tonalità della pelle. Il posizionamento sul mercato rientra nella fascia medio-alta, dove la concorrenza è particolarmente agguerrita. Sarà riuscito questo nuovo smartphone a dire la sua? Adesso ve lo raccontiamo.
Design
La linea 16 Pro nasce dalle mani di Naoto Fukusawa, designer che aveva già disegnato altri modelli in passato come X, X2 Pro, GT e GT2 Pro. In questo nuovo progetto l’idea è quella di distaccarsi da ciò a cui la tecnologia ci ha spesso abituati: materiali freddi e poco “vivi”. La back cover proposta infatti è realizzata con un silicone organico a base biologia: un materiale con una texture fine che lo rende soffice al tatto, vivo e capace di restituire allo smartphone un ottimo grip. Il gruppo fotografico invece è incastonato in una parte metallica con una lavorazione di alta orologeria, quasi a livello artigianale. Sembra un’estrusione sezionata che viene esaltata da un effetto a specchio, creando così un bel contrasto generale. Segnaliamo che però questa parte si rovina facilmente, anche banalmente mettendo le chiavi in tasca; ma, come avviene sul parquet, per l’idea che c’è dietro questo smartphone potrebbe essere proprio questo il bello ovvero che il dispositivo porti con sé i segni del tempo. Anche il frame è in metallo lucido, con una forma arrotondata, quindi risulta poco pungente quando lo si ha in mano e, nonostante la sensazione “a saponetta” data dalla forma, non risulta scivoloso. Il peso è di 203g, mentre le dimensioni sono generose ma in linea con altri smartphone: 162,45 × 76,27 × 8,49 mm. Le colorazioni disponibili sono due: Master Gold e Master Grey. Non sono state scelte casuali ma l’azienda ha voluto riprendere i riflessi di campi di grano e i ciottoli di fiume a sostegno della filosofia di questo dispositivo. Il design di questo smartphone prende il nome di Urban Wild Design a testimonianza della combinazione tra tecnologia e natura.
Display
A riprendere le forme smussate del dispositivo c’è il display da 6,8” che presenta bordi curvi chiamati HyperGlow 4D Curve, una soluzione che in realtà stiamo vedendo sempre meno sugli smartphone odierni ma che resta apprezzata da una buona parte di utenti. La sensazione è quella di un display ampio, immersivo e comunque sfruttabile: nei test non si sono mai verificati tocchi accidentali sui bordi e questo rende lo smartphone pratico, che è proprio la critica principale che viene mossa a questo form factor. La qualità del pannello poi è eccellente: siamo di fronte ad una soluzione OLED con una luminosità di picco che raggiunge i 6500 nit, quindi risulta visibile anche sotto la luce diretta del sole. La risoluzione è di 2800 × 1080 pixel e la densità di pixel di 453 ppi. I colori restituiti sono vivaci e appaganti per l’occhio e, naturalmente, dalle impostazioni è possibile selezionare un profilo più realistico e meno saturo. È uno schermo che va bene poi anche per i gamer: la frequenza di aggiornamento raggiunge i 144 Hz, quindi per chi cerca una buona fluidità e reattività qui la potrà ottenere. Segnaliamo inoltre che viene già preapplicata una pellicola protettiva, un’attenzione decisamente ben gradita.

Prestazioni e software
Il processore a bordo è lo Snapdragon 7 Gen 4: sicuramente non il chip più recente o potente, ma resta un componente hardware di tutto rispetto che non comporta alcuna rinuncia. Le prestazioni generali sono ottime e, complice i 12GB RAM DDR5X, riesce a essere molto reattivo nel passare da un’applicazione all’altra. Anche in contesti più impegnativi, dal gaming all’ editing video, non ha mostrato particolari criticità.
Si tratta di un processore con processo produttivo a 4 nanometri, octa-core con core ARM Cortex A720 dove quattro core lavorano a frequenze massime fino a 2,40 GHz, tre arrivano a 1,84 GHz, e uno raggiunge i 2,80 GHz. La frequenza minima invece è di 441 MHz e, nell’uso base, tutti si aggirano tra 550 e 700 MHz. La GPU integrata è la Adreno 722, che si è comportata molto bene nei test in game con titoli del calibro di Call of Duty e Fortnite. Non si sono verificati fenomeni importanti di thermal throttling, sotto carico si sono viste le frequenze abbassarsi leggermente ma mai in modo drastico a tal punto da frenare il dispositivo. La temperatura massima registrata è stata di 92°C ma nell’utilizzo base, con una temperatura esterna di 16°C, si aggirava attorno ai 35°C. A completare la dotazione hardware ci sono 512 GB di archiviazione di tipo UFS 3.1, un taglio sicuramente ben apprezzato!
Il software a bordo è Android 16 con interfaccia Realme UI 7.0 e patch di sicurezza del primo gennaio. L’azienda ha garantito supporto per diversi anni per questo smartphone: aggiornamenti fino Android 20 mentre per le patch di sicurezza 6 anni garantiti. A livello di prestazioni non ci sono criticità da segnalare lo smartphone si è dimostrato veloce, stabile e affidabile. Non ci sono applicazioni invasive o pubblicità che rovinino l’esperienza d’uso.

Fotocamere
Per il comparto fotografico trovate un articolo specifico dedicato ma, riassumendo, troviamo tre sensori:
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il principale Sony HP5, 1/1,56″ da 200 megapixel, f/1.8 e un autofocus omnidirezionale su tutti i pixel
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il teleobiettivo Samsung JN5, 1/2,75″ da 50 megapixel con zoom 3,5x
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il grandangolare da 8 megapixel con campo visivo di 115,5°
Il focus di Realme in questo settore è stato, oltre a offrire una buona qualità generale, anche il bilanciamento del colore. L’azienda ha infatti sviluppato una propria tecnologia chiamata Luma Color, che cerca di restituire una resa cromatica più vicina possibile alla tonalità reale della pelle. I ritratti sono proprio il punto forte la resa migliore la si ottiene con il teleobiettivo. Bene la modalità ritratto che grazie ad un algoritmo proprietario riesce a scontornare molto bene anche i capelli. La camera principale invece, è grandangolare ed è molto dettagliata: non scatta normalmente a 200 MP ma sfrutta la tecnologia pixel binning, dove vengono uniti 16 pixel in 1 per ottenere scatti molto luminosi e dettagliati da 12 MP. Bene anche i video registrati in 4K a 60 fps: è presente la super stabilizzazione e c’è il passaggio della camera principale con quella zoom. Per avere però a disposizione anche la grandangolare durante la registrazione bisogna scendere al Full HD a 30 fps.

Autonomia
L’autonomia è uno dei pregi più grandi di questo smartphone. La batteria è da 7000 mAh, una capacità molto importante che, complice il processore efficiente, permette di completare una giornata intensa anche con 30 minuti di gaming arrivando a circa il 30% a sera. Insomma, per chi non ne fa un uso particolarmente intenso è possibile concludere anche la giornata successiva. Buona anche la ricarica, veloce da 80 watt. Non è però presente la ricarica wireless e nella confezione, come ormai accade spesso, è presente soltanto il cavo USB-C.

Conclusioni e prezzi
Il prezzo è ciò che alla fine stabilisce se uno smartphone sia valido o meno : questo Realme 16Pro+ verrà proposto nella versione 8 GB + 256 GB a 429,99 euro e nella variante 8 GB + 512 GB a 479,99 euro, entrambe disponibili sia su Amazon sia presso i principali retailer italiani (online però lo si trova ad un prezzo più basso). E’ una fascia di prezzo nella quale la concorrenza è agguerrita ma questo smartphone ha dimostrato di avere tutte le carte per giocarsela ed essere una buona scelta. Ha un design curato, buone prestazioni, buon comparto fotografico e un’ottima autonomia, insomma è equilibrato.


