L’Ufficio Stampa Rai ha annunciato una notizia che non tutti hanno accolto con favore. Nello specifico, si tratta della nascita di un nuovo canale che, in teoria, dovrebbe essere una buona notizia. In realtà, sembra invece che questo nuovo canale sostituirà un altro canale particolarmente apprezzato sia dai più piccoli che dai più grandi: Rai Scuola.
Il nuovo canale, si legge nel comunicato ufficiale, “si propone come punto di riferimento sul racconto dell’Italia, capace di attivare emozioni identitarie e personali”. Una sorta di programmazione dedicata a raccontare il territorio italiano. Canale Territorio sarà la nuova proposta offerta dalla Rai a partire dal 1° ottobre 2026.
Nascono le proteste per la cancellazione di Rai Scuola
Canale Territorio sarà sintonizzabile sul canale 57 del digitale terrestre, posto finora occupato da Rai Scuola. Questo ha dato il via a critiche pesanti sulla gestione dell’emittente televisiva, seguite da polemiche che non accettano questa decisione da parte del Governo.
La senatrice Barbara Floridia, del Movimento 5 Stelle, sul suo profilo Facebook, ha pubblicato: “Il problema nasce quando il servizio pubblico smonta un presidio educativo e culturale per sostituirlo con una narrazione identitaria decisa da un governo che da anni ci ha abituato al revisionismo storico. Il servizio pubblico dovrebbe fare esattamente ciò che il mercato non ha interesse a fare: dettare l’agenda anziché inseguirla, aprire spazi, educare, formare, elevare“.
Florida era presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, prima di dare le sue dimissioni. In merito all’addio di Rai Scuola aggiunge: “Assistiamo al tentativo di una certa parte politica di costruire una società nella quale pochi decidono cosa deve essere raccontato, quali idee devono avere spazio, quali parole devono essere considerate legittime e quali invece devono essere marginalizzate“.
Irene Manzi, responsabile Scuola del Partito Democratico, a il Fatto Quotidiano, ha spiegato: “Rai Scuola è stata uno strumento di arricchimento non limitato alla comunità scolastica. Ora andrà in onda la TV del Made in Italy. La dirigenza Rai con questo modello sta impoverendo il servizio pubblico. Lo share non può essere l’unico strumento di giudizio“.
Silvia Bencivelli, autrice che ha collaborato in Rai, ha spiegato: “Rai scuola negli ultimi due anni è vissuta quasi solo di repliche. Ed è così che muore un canale tv, anche prima che il suo posto venga preso da altre programmazioni“. Proprio nel 2024, qui su Telefonino.net vi avevamo parlato della preoccupante perdita di ascolti di questo canale.