Il sistema di privacy display già presente su alcuni smartphone come Samsung Galaxy S26 Ultra potrebbe arrivare sui prossimi MacBook Pro con chip M6 molto prima del previsto. Questa tecnologia consente di limitare l’angolo di visione dello schermo, rendendo difficile per chi si trova accanto al dispositivo sbirciare i contenuti visualizzati sullo schermo.
Perché Apple ha accelerato sul lancio?
Apple, stando a un nuovo report di Schrodinger Intel, potrebbe adottare una soluzione basata proprio sulla tecnologia sviluppata da Samsung, integrandola nei futuri MacBook Pro equipaggiati con chip M6, forse Pro e Max. L’indiscrezione non è nuova, ma le tempistiche sono state aggiornate in modo significativo rispetto alle precedenti ipotesi.
Un precedente rumor dello scorso febbraio suggeriva che l’arrivo di un display con privacy integrata sui MacBook fosse ancora troppo lontano, con una possibile finestra di lancio nel 2029. Stando alle nuove informazioni, invece, il debutto potrebbe avvenire già entro quest’anno o nel corso del prossimo.
L’azienda dovrebbe introdurre il chip M6 entro la fine dell’anno, ma il nuovo display potrebbe essere riservato alle versioni più avanzate M6 Pro e M6 Max. Poiché Apple non sempre lancia simultaneamente l’intera gamma di processori, è possibile che il modello base M6 arrivi per primo, seguito successivamente dalle varianti più potenti, potenzialmente già nel 2027.
Secondo il report, uno dei motivi che avrebbe accelerato lo sviluppo sarebbe legato ai miglioramenti apportati da Samsung alla propria tecnologia. Le prime versioni del privacy display, utilizzate sul Galaxy S26 Ultra, avevano infatti generato alcune critiche da parte degli utenti, che avevano segnalato delle anomalie e malfunzionamenti.
L’azienda sudcoreana ha successivamente risolto questi problemi, migliorando la tecnologia e rendendola adatta anche a schermi di dimensioni maggiori, come quelli dei laptop. Ciò avrebbe aperto la strada ad Apple, che avrebbe scelto di adottarla e quindi adattarla per la propria linea MacBook Pro.
Al momento si tratta ancora di informazioni non confermate ufficialmente e perciò da prendere con le pinze.