In queste ultime ore gli esperti di sicurezza informatica della Polizia Postale hanno lanciato l’allarme. All’interno del comunicato stampa ufficiale si legge che nuove email PEC truffa hanno come obiettivo quello di rubare denaro e dati personali alle vittime. Cadere nella trappola dei cybercriminali può essere facile perché le comunicazioni si nascondono dietro presunti avvisi di fatture non pagate.
“La Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica segnala una campagna di comunicazioni fraudolente inviate tramite PEC che simulano avvisi urgenti, comunicazioni di scadenza fatture o presunte irregolarità amministrative“, si legge nell’avviso delle Forze dell’Ordine pubblicato recentemente. Non è la prima e non sarà di certo l’ultima volta che succede. Tuttavia, il problema più grande è che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sta rendendo queste truffe sempre più convincenti e quindi difficili da riconoscere anche all’occhio più esperto.
Gli esperti della Polizia Postale spiegano: “I messaggi, apparentemente provenienti da enti pubblici, aziende di servizi o soggetti istituzionali, invitano il destinatario ad agire con urgenza, ad esempio visualizzando documenti allegati“. Emerge quindi una delle tecniche più comuni dei truffatori: generare senso di urgenza e panico per spingere la vittima ad agire senza pensare, immediatamente.
Gli elementi che smascherano le nuove PEC truffa
Il reparto per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale ha fornito alcuni elementi chiave che smaschererebbero le nuove email PEC truffa che stanno disseminando il panico tra gli utenti. Si tratta di caratteristiche che dovrebbero spingere chiunque a prestare attenzione prima di seguire le istruzioni indicate nelle comunicazioni potenzialmente fraudolente.
Occorre prestare attenzione a tutte quelle email che, come indicano gli esperti:
- segnalano fatture in scadenza, presunti ritardi o anomalie amministrative;
- utilizzano toni allarmistici o perentori, come “azione immediata richiesta”, “ultima comunicazione”, “scadenza imminente”;
- contengono link o allegati che rimandano a siti o documenti non ufficiali;
- riportano loghi, intestazioni o riferimenti a enti noti, senza che il mittente sia effettivamente riconducibile a tali soggetti.
Per proteggerti da possibili attacchi è importantissimo che verifichi con attenzione il mittente della email, visualizzando per esteso l’indirizzo email e confrontandolo con quello ufficiale dell’ente riportato nella comunicazione. Meglio contattarlo direttamente tramite i canali ufficiali e non link o contatti contenuti nella mail.