Durante i primi tre mesi del 2026 gli esperti di sicurezza informatica hanno scoperto quali sono i marchi più bersagliati dai cybercriminali per realizzare truffe online spietate che li imitano. L’obiettivo dei criminali è conquistare la fiducia della vittima, facendole credere di essere quello che non sono. Tra queste le più insidiose sono quelle che sfruttano PlayStation, WhatsApp e Adobe.
Il phishing dei marchi continua a diffondersi, poiché i criminali informatici sfruttano sempre più spesso la credibilità di servizi digitali riconosciuti a livello globale. Utilizzando domini simili a quelli originali, interfacce di accesso realistiche e procedure di autenticazione in più fasi, gli aggressori riescono a eludere i sospetti degli utenti e a sottrarre silenziosamente credenziali su larga scala, per commettere frodi finanziarie o avviare catene di infezione da malware.
Truffe online PlayStation: dal negozio online fasullo alle frodi nei pagamenti
Gli esperti di Check Point Research hanno scoperto che tra le truffe online più spietate ci sono quelle che sfruttano PlayStation. Infatti, recentemente hanno individuato siti web di phishing che si presentano come negozi ufficiali del brand.
“Il sito pubblicizzava sconti promozionali e consentiva agli utenti di procedere con la procedura di pagamento, invitando infine le vittime a completare il pagamento tramite bonifico bancario diretto: un chiaro indizio di frode finanziaria. La presenza di numerosi link non funzionanti e reindirizzamenti ha ulteriormente segnalato intenzioni dolose“, hanno spiegato i ricercatori.
Appropriazione indebita di account WhatsApp
Sempre più spesso i cybercriminali stanno spostando la loro attenzione dai link di phishing ai QR Code contraffatti. È successo con una campagna che si spacciava per WhatsApp Web.
Check Point Research ha precisato: “La pagina di phishing somigliava molto all’interfaccia legittima di WhatsApp Web e invitava gli utenti a scansionare un codice QR. In questo modo, le vittime rischiavano di collegare i propri account a sessioni controllate dagli autori dell’attacco, consentendo potenzialmente l’accesso non autorizzato alle conversazioni private e all’attività dell’account“.
Adobe: le truffe online che diffondono un malware
Adobe Acrobat è una delle suite più utilizzate nella produttività informatica ed è per questo che è facile bersaglio per chi realizza truffe online. L’obiettivo di un sito di phishing che si spacciava per Adobe era quello di diffondere un malware tramite download di software contraffatto.
“Il dominio, registrato nel novembre 2025, induceva gli utenti a scaricare un file MSI malevolo che installava il software ConnectWise, utilizzato come trojan di accesso remoto (RAT), consentendo agli aggressori di ottenere il controllo remoto dei sistemi infetti“, hanno dichiarato gli esperti.