In un’intervista esclusiva con Il Sole 24 Ore ha parlato il CEO di Cloudflare in merito alla multa di AGCOM nella “lotta alla pirateria online” spiegando che il servizio potrebbe lasciare l’Italia. Una bomba visto che siamo vicini alle Olimpiadi tutte italiane. Il CEO, riferendosi alla decisione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti dichiarato: “È una ritorsione, valutiamo il da farsi su Milano Cortina“.
Matthew Prince è stato categorico in merito alle decisioni di AGCOM: “Colpisce tutti per punirne uno. Bloccare intere porzioni di Internet per fermare un singolo illecito è come spegnere l’elettricità a una città. Il risultato è che vengono danneggiate piccole imprese, Ong, organizzazioni umanitarie, persino realtà che aiutano l’Ucraina. Non stiamo difendendo Cloudflare: stiamo difendendo l’Internet italiano“.
In questa intervista il CEO di Cloudflare ha mosso un’accusa importante ad AGCOM, il motivo per cui sta pensando di lasciare l’Italia: “Un giudice ha espresso forti perplessità sull’impianto Agcom e ci ha autorizzato ad accedere ai documenti interni dell’Autorità. Subito dopo, Agcom ci ha inflitto una multa. Noi la leggiamo come una ritorsione“. Andrea Biondi de Il Sole 24 Ore l’ha definita “un’accusa pesante”.
Pirateria online: Cloudflare contro AGCOM minaccia di lasciare l’Italia
Prince è chiaro e determinato contro le azioni di AGCOM per contrastare la pirateria online e minaccia di lasciare l’Italia con Cloudflare: “Multare mentre è in corso una revisione giudiziaria viola il giusto processo. Sembra un tentativo di intimidirci e di impedire che emerga quanto questo sistema sia mal congegnato“.
Alla domanda se sta pensando di lasciare l’Italia la risposta è stata: “Se la multa resta, sì. E questo danneggerà centinaia di migliaia di organizzazioni italiane che usano gratuitamente Cloudflare: pubbliche amministrazioni, ospedali, Ong. Stiamo persino valutando di sospendere servizi pro bono legati a grandi eventi. Forniamo servizi pro bono che normalmente costerebbero decine di milioni. Non possiamo farlo in un Paese che non ci tratta in modo equo. Senza di noi, eventi di quella portata diventano vulnerabili“.
In precedenza Cloudflare aveva collaborato con AGCOM per fornire tutti i dati di chi aveva sfruttato IPTV e Pezzotto.