Continua la lotta alla pirateria streaming che ha subito un altro duro colpo a seguito della scoperta e dello smantellamento di una famosissima app illegale di Anime. Stiamo parlando di AnimePlay, applicazione di trasmissione di contenuti protetti da copyright che aveva raggiunto e superato i 5 milioni di utenti registrati.
Larissa Knapp, Vicepresidente esecutivo e Responsabile della protezione dei contenuti della Motion Picture Association (MPA), ha dichiarato: “Mettendo in sicurezza sia l’applicazione AnimePlay che l’infrastruttura che la supportava, questa operazione ha smantellato una sofisticata rete di pirateria che sottraeva valore a creatori e aziende legittime in tutta la regione“.
“Continueremo a collaborare con i nostri partner nella regione Asia-Pacifico e a livello globale per smantellare operazioni criminali come questa e salvaguardare l’integrità dell’economia creativa“, ha poi concluso la Knapp. Un messaggio chiaro che arriva a tutte le realtà di pirateria streaming, come quella di questa app illegale di Anime.
Prosegue la lotta alla pirateria streaming: i risultati dopo il ko all’app illegale di Anime
Smantellare un’app illegale di Anime del calibro di AnimePlay è un risultato molto importante nella lotta alla pirateria streaming. Il fatto che l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE), la principale coalizione mondiale contro la pirateria, abbia chiuso con successo AnimePlay, mostra quanto sia potente la macchina che si sta muovendo per proteggere i contenuti protetti da copyright.
AnimePlay, proprio come dichiara l’Alliance for Creativity and Entertainment (ACE), è “una delle più grandi applicazioni di streaming illegale di anime operante nella regione Asia-Pacifico” che aveva sede a Riau, in Indonesia. Inoltre, questa applicazione “ospitava oltre 60 terabyte di contenuti pirata“. Una mole di dati incredibile, per una distribuzione illegale ancora più mastodontica.
ACE si è assicurata il controllo non solo dell’applicazione, ma anche della sua infrastruttura sottostante, inclusi 15 domini associati, il codice sorgente, l’ambiente di hosting e le relative risorse digitali, che ora sono state disattivate. In tal modo, ACE ha di fatto smantellato l’operazione e limitato la capacità dell’operatore di ricostruire o rilanciare il servizio.