La Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (FAPAV) ha da poco annunciato una stretta per rafforzare il contrasto alla pirateria audiovisiva, particolarmente diffusa in Italia nonostante le ultime mosse. Nello specifico, il presidente Federico Bagnoli Rossi ha spiegato la futura strategia che dovrebbe aumentare e rafforzare la lotta alla distribuzione illegale di contenuti protetti da copyright.
“Tre sono le parole chiave attraverso cui occorre rafforzare la lotta alla pirateria audiovisiva e a quella sportiva in particolare: comunicazione, cooperazione, sicurezza“, ha affermato nel corso dell’audizione presso la 7ª Commissione del Senato (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport) in merito alle Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano.
I risultati degli sforzi nella lotta alla pirateria audiovisiva
Bagnoli Rossi ha anche annunciato i risultati ottenuti negli sforzi alla lotta contro la pirateria audiovisiva: “In Italia molto è stato fatto contro lo sfruttamento illecito dei contenuti audiovisivi. Siamo sicuramente tra i Paesi con gli strumenti di contrasto più avanzati, grazie all’Agcom, alle Forze dell’Ordine, alla Magistratura e al lavoro fatto dal Parlamento“. Infatti, solo recentemente la Guardia di Finanza ha inviato oltre 3 mila multe in tutta Italia agli utenti di IPTV e Pezzotto.
Tuttavia il problema rimane. Secondo i dati dell’ultimo studio FAPAV/Ipsos Doxa, “il 37% della popolazione italiana commette almeno un atto di pirateria; il danno per l’intera economia supera i 2,3 miliardi di euro l’anno, con oltre 11mila posti di lavoro persi. Nello sport live l’incidenza è del 14% e il danno economico raggiunge i 419 milioni di euro“.
In merito alle tre aree sulle quali è necessario lavorare per contrastare la pirateria audiovisiva, il presidente di FAPAV ha dichiarato: “Sul fronte comunicazione, c’è bisogno di specifiche campagne di sensibilizzazione, rivolte soprattutto alle nuove generazioni, per raccontare meglio che dietro questo fenomeno c’è chi fa business e ragiona in modo criminale. Importante è anche il tema della cooperazione: è imprescindibile in particolare la collaborazione dei soggetti tecnologici intermediari del web, tanto più se parliamo di recidivi. Infine la sicurezza: troppo poco si parla del cosiddetto prezzo della gratuità, che si traduce nel rischio di contrarre virus informatici e nel rischio di furto dei dati personali e dei dati bancari“.