OpenAI prepara uno speaker AI con ChatGPT e senza schermo

OpenAI punta all'hardware con uno speaker AI portatile senza schermo, dotato di ChatGPT e progettato come compagno digitale per la casa.
OpenAI prepara uno speaker AI con ChatGPT e senza schermo

OpenAI è pronta a entrare nel mercato dell’hardware con un prodotto molto diverso da quanto ipotizzato finora. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg e riprese da MacRumors, il primo dispositivo sviluppato dall’azienda guidata da Sam Altman sarà uno speaker intelligente portatile privo di display, progettato per diventare un vero e proprio compagno digitale domestico basato su ChatGPT. La presentazione potrebbe avvenire entro la fine dell’anno, mentre il debutto commerciale sarebbe previsto nel 2027.

Il progetto rappresenta uno dei passi più importanti nella strategia di OpenAI, che punta a portare la propria intelligenza artificiale fuori da smartphone e computer per trasformarla in un dispositivo dedicato, pensato per interagire con gli utenti in modo più naturale e continuo.

Uno speaker AI con personalità

A differenza degli smart speaker tradizionali, il dispositivo non sarà semplicemente un assistente vocale per impartire comandi o riprodurre musica. Le fonti descrivono il prodotto come un “compagno AI umanoide” destinato a vivere all’interno della casa e ad accompagnare l’utente durante la giornata.

Lo speaker sarà alimentato da ChatGPT e dalla modalità GPT-Live, permettendo conversazioni fluide e contestuali. Sarà in grado di controllare i dispositivi della smart home, rispondere alle domande, riprodurre contenuti multimediali, gestire messaggi e svolgere numerose attività quotidiane, imparando progressivamente le abitudini dell’utente per offrire risposte sempre più personalizzate.

Tra gli elementi più insoliti del progetto ci sarebbero componenti meccanici capaci di muoversi autonomamente, pensati per dare al dispositivo una presenza più “viva” e creare un rapporto emotivo con chi lo utilizza. Secondo le indiscrezioni, integrerà inoltre una fotocamera e diversi sensori ambientali per comprendere il contesto in cui si trova e adattare le proprie risposte alla situazione.

Nessuno schermo e batteria integrata

Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda l’assenza di un display. OpenAI avrebbe deciso di puntare esclusivamente sull’interazione vocale, ritenendo che lo schermo rappresenti una distrazione rispetto all’obiettivo di creare una nuova esperienza di utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Il dispositivo dovrebbe essere inoltre portatile, grazie a una batteria ricaricabile che consentirà di spostarlo facilmente da una stanza all’altra, trasformandolo in un assistente sempre presente all’interno dell’abitazione.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra OpenAI e Jony Ive, storico designer di Apple e autore dell’estetica di prodotti iconici come iPhone, iMac e iPod. Dopo l’acquisizione della startup io da parte di OpenAI, il designer è diventato una figura centrale nello sviluppo della futura famiglia di dispositivi hardware dell’azienda.

Sam Altman e Ive avevano già anticipato nei mesi scorsi la volontà di realizzare “un nuovo tipo di computer progettato per l’era dell’intelligenza artificiale”, parlando di prototipi definiti “straordinariamente validi” e capaci di offrire un livello di consapevolezza contestuale molto superiore rispetto agli assistenti vocali tradizionali.

L’annuncio arriva in un momento particolarmente delicato per OpenAI. Apple ha infatti avviato una causa legale accusando l’azienda di aver utilizzato segreti industriali e informazioni riservate nella progettazione del nuovo hardware, coinvolgendo anche alcuni ex dipendenti della società di Cupertino oggi impegnati nel progetto.

OpenAI ha respinto le accuse, sostenendo di non essere a conoscenza di elementi che possano dimostrarne la fondatezza. Nel frattempo, secondo le fonti, il nuovo speaker sarebbe sostanzialmente diverso dai prodotti oggi presenti nel catalogo Apple, come HomePod, pur condividendo alcune funzionalità legate alla gestione della casa intelligente. Resta comunque l’incognita dell’azione giudiziaria: qualora il tribunale dovesse concedere le richieste di Apple, il calendario di lancio del dispositivo potrebbe subire modifiche.

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