OpenAI presenta Dots, nuovi agenti AI «sempre attivi» che gli utenti possono personalizzare e incaricare di svolgere attività in autonomia. L’annuncio è stato fatto durante OpenAI DevDay 202: l’obiettivo dell’azienda è quello di offrire un sistema capace di lavorare in background anche quando l’utente non vi sta interagendo direttamente.
I Dots sono alimentati da GPT-6 Astra e sono equipaggiati con un proprio computer cloud, che possono utilizzare per portare a termine i compiti assegnati. Una volta configurati, gli utenti possono interagire con loro attraverso ChatGPT, Slack o Microsoft Teams.
Dots, gli agenti AI che lavorano 24 ore su 24
OpenAI descrive così il funzionamento dei nuovi agenti:
«Dots è un’intelligenza all’avanguardia che ti copre le spalle. Alimentati da GPT-6 Astra, hanno un proprio computer cloud, imparano dai feedback nel tempo e possono lavorare per raggiungere i tuoi obiettivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Attraverso il nostro ecosistema di plugin, possono collegarsi facilmente a oltre 4.000 app, offrendo loro gli strumenti necessari per aiutarti ovunque ne hai bisogno.
Il tuo Dot è sempre a portata di mano, sia tramite ChatGPT, Slack o Teams. Puoi fare domande, esplorare idee e fornire feedback durante il lavoro; oppure puoi semplicemente avviare una chiamata vocale quando hai bisogno di parlare di qualcosa. Più lavorate insieme, più il tuo Dot impara le tue preferenze, il tuo modo di pensare e ciò che consideri un buon risultato».
Cosa possono fare i Dots?
OpenAI ha spiegato di utilizzare internamente i Dots per diverse attività. Un esempio riguarda Slack: quando viene segnalato un bug, un Dot può occuparsi automaticamente di investigare il problema. Gli agenti possono inoltre creare applicazioni funzionanti, mentre in un altro caso un Dot si è accorto autonomamente che una fattura non era stata inviata: l’agente l’ha così creata, lasciandola all’utente per l’approvazione.
Quando non stanno lavorando attivamente a un’attività specifica, i Dots possono inoltre svolgere ricerche proattive, utilizzando connessioni in sola lettura agli strumenti che l’utente ha collegato. Durante l’esecuzione di un’attività è possibile visualizzare in qualsiasi momento il computer cloud utilizzato dal Dot, così da vedere direttamente il lavoro svolto dall’agente. OpenAI consente inoltre di concedere al Dot l’autorizzazione a utilizzare il computer dell’utente.
I Dots seguono gli stessi permessi e controlli di ChatGPT. Sono inoltre disponibili regole personalizzate per stabilire quando un agente può agire autonomamente e quando, invece, deve chiedere l’approvazione dell’utente prima di procedere. I nuovi agenti sono disponibili già da oggi per gli utenti Pro e Business Premium. Anche gli utenti Enterprise possono provarli, ma in questo caso è necessaria l’approvazione degli amministratori del workspace.
Con questi piani viene incluso un Dot. OpenAI ha spiegato che in futuro sarà possibile aggiungerne altri. La creazione dei Dots deve essere effettuata attraverso l’app desktop di ChatGPT. Una volta configurati, però, gli agenti possono essere utilizzati e contattati anche attraverso l’app mobile.

I nuovi Dots presentati da OpenAI
Le altre novità annunciate da OpenAI al DevDay
Nello stesso evento, OpenAI ha annunciato una serie di novità oltre a Dots: GPT-6.1 Sol, descritto dall’azienda come un modello con un livello di intelligenza vicino ad Astra a un quinto del prezzo e un nuovo piano ChatGPT Pro da 500 dollari al mese. GPT-6 Astra Ultrafast è in arrivo, stando alle parole di OpenAI.
Per le aziende è stata presentata anche Private Intelligence, che arriverà in autunno. Per gli sviluppatori, OpenAI ha annunciato che Codex può ora funzionare nel cloud, insieme a nuovi aggiornamenti per Codex CLI. Tra le altre novità ci sono anche: Decisions API, Agents API con Computer Use, Bedrock Managed Agents e nuovi plugin per ChatGPT.
OpenAI ha infine presentato ChatGPT Space, uno spazio nel quale persone e Dots possono lavorare insieme, oltre alla possibilità di utilizzare @ChatGPT all’interno di Slack e Microsoft Teams.