No, non si tratta di fantascienza, almeno non completamente. Sembra che gli scienziati siano a lavoro per riuscire a digitalizzare gli odori, che potranno essere trasmessi su Internet esattamente come foto, video e materiale audio. Dunque, in futuro potremmo realizzare delle video-chat che ci consentiranno non solo di vedere e sentire quanto inquadrato, ma anche di annusare e percepire gli odori presenti dov’è posizionato il nostro interlocutore.

L’esperimento per trasmettere odori digitali

Un gruppo di ricercatori dell’Imagineering Institute situato a Nusajaya (Malesia) ha sottoposto 31 volontari ad un test molto particolare. All’interno delle loro narici sono stati posizionati degli elettrodi, che avevano il compito di trasmettere una serie di impulsi elettrici a bassa intensità direttamente ad un gruppo di neuroni posizionati nella parte alta delle narici. Questi ultimi avrebbero dovuto reagire inviando a loro volta degli impulsi nell’area del cervello responsabile della percezione degli odori. Lo scopo dell’esperimento era quello di trasmettere virtualmente ai volontari dieci odori (legna, frutta e menta erano fra questi).

odore digitale

L’esperimento sembra aver portato ad un risultato parziale per il momento: gli odori percepiti non potevano essere scelti e controllati preventivamente dai ricercatori, ancor prima di trasmetterli. Tutto sommato, potrebbe essersi aperta una strada concreta che potrebbe portare ad ulteriori sviluppi. Certamente, l’idea futura sarebbe quella di realizzare degli occhiali con gli elettrodi posizionati nella parte normalmente riservata ai naselli. Del resto, non si può certo pensare di infilare dei dispositivi nel naso ogni volta che abbiamo necessità di percepire un odore digitale!

In soldoni, gli scienziati starebbero lavorando per realizzare una sorta di naso digitale, in grado di percepire e digitalizzare gli odori per poi spedirli via Internet al destinatario, dove un dispositivo dello stesso genere dovrebbe essere in grado di restituirli al soggetto tramite impulsi elettrici. Il dispositivo ricevente dovrebbe essere un paio di occhiali, appunto. Tuttavia, uno dei ricercatori – Adrian Cheok – smorza gli entusiasmi: potrebbero volerci decine di anni prima che una tecnologia del genere possa considerarsi sufficientemente sviluppata da poter essere diffusa in massa.

Ti chiamo: ti vedo, ti ascolto e ti sento

Internet è un’invenzione grandiosa e ormai siamo abituati a ricevere e trasmettere qualsiasi dato online, fa parte del nostro quotidiano. Tuttavia, c’è ancora qualcosa che non è possibile condividere in digitale: gli odori e quelle sensazioni che possono trasmettere solo a chi è fisicamente presente dove essi sono diffusi. Il tatto non è dunque da meno, e anche in tal senso gli esperimenti vanno avanti da tempo per poter dare maggior “concretezza” ad una conversazione agendo anche sul palmo di una mano.

Immaginare come potrebbe cambiare il nostro modo di interagire online se solo gli odori potessero essere digitalizzati è complesso ed incredibile allo stesso tempo. Non solo videochiamate, ma anche messaggi che – al posto dell’ormai tradizionale vocale – abbiano un profumo come contenuto. O ancora, la possibilità di guardare un film dell’orrore percependo la stessa puzza di marcio che sente la protagonista, prigioniera in quella cantina piena di muffa. Chimera oggi, domani chissà.

Sulla trasmissione degli odori tramite impulsi elettrici ci sono studi e ricerche iniziati decine di anni fa: fino ad ora nessuno ha portato a risultati concretamente applicabili alla realtà, ma hanno certamente permesso alla letteratura scientifica di acquisire un numero crescente di informazioni in merito. Di questo passo, fra qualche decina di anni potrebbe essere normale vedere, ascoltare ed anche annusare con il proprio smartphone.

 

 

Fonte: NBC News