Se pensi che il tuo vecchio smartphone sia ormai solo un oggetto dimenticato in fondo a un cassetto, forse è il momento di rivalutarlo: oggi, grazie alle innovazioni degli ultimi anni, può diventare un prezioso alleato per estendere segnale Wi-Fi nella tua abitazione senza dover investire in dispositivi costosi. Sfruttando le nuove funzionalità offerte dal sistema operativo Android, quello che sembrava impossibile fino a poco tempo fa è diventato finalmente accessibile a tutti.
Per lungo tempo, chi possedeva uno smartphone Android si è trovato di fronte a una limitazione frustrante: non era possibile condividere il segnale Wi-Fi mentre si era connessi a una rete wireless. Attivando la funzione hotspot portatile, il telefono si scollegava dalla rete principale, rendendo impossibile l’utilizzo del dispositivo come ripetitore Wi-Fi. Questa barriera tecnica ha limitato notevolmente le possibilità di riutilizzo dei nostri vecchi device.
Il vero cambiamento è arrivato con Android 9, che ha introdotto il supporto alla concorrenza STA AP. Grazie a questa evoluzione, è finalmente possibile per il telefono rimanere connesso al router e, allo stesso tempo, condividere la connessione tramite hotspot. Un piccolo passo che ha però spalancato nuove opportunità per chi vuole migliorare la copertura wireless in casa senza spese aggiuntive. Samsung, già nel 2016 con il Galaxy S7, aveva lanciato una funzione chiamata Wi-Fi Sharing, ma era rimasta poco conosciuta e utilizzata solo da pochi utenti attenti alle novità.
Chi può sfruttare questa tecnologia? Non tutti i telefoni sono in grado di svolgere questo compito. Tutto dipende dalla compatibilità del chip Wi-Fi: solo i dispositivi dotati di un hardware capace di ricevere e trasmettere simultaneamente il segnale possono diventare veri ripetitori. La buona notizia è che la maggior parte dei top di gamma dal 2018 in poi offre questa possibilità, ma anche alcuni modelli più datati potrebbero sorprendere. Il modo migliore per scoprirlo? Fare una prova direttamente sul proprio smartphone.
Trasformare il telefono in un ripetitore: la procedura
Non serve essere esperti di tecnologia per mettere in pratica questa soluzione. Il primo passo è collegarsi alla rete Wi-Fi domestica tramite le impostazioni del telefono. Successivamente, bisogna cercare tra le impostazioni la voce relativa a Android hotspot (potresti trovarla come “Mobile Hotspot” o “Hotspot portatile”, a seconda del produttore). Nei dispositivi Realme, ad esempio, si trova sotto “Connection & Sharing”; se hai difficoltà, puoi utilizzare la barra di ricerca delle impostazioni.
Una volta attivato l’hotspot, potrai scegliere un nome di rete (SSID) e una password personalizzati. Attenzione però: utilizzare lo stesso SSID e la stessa password del router principale può creare problemi, come conflitti di indirizzi IP e continui cambi di connessione tra i dispositivi. Per ottenere un vero ripetitore seamless sarebbe necessario il rooting del telefono, una procedura complessa e rischiosa, non adatta alla maggior parte degli utenti.
Frequenza 2.4GHz o banda 5GHz? La scelta fa la differenza
Molti smartphone consentono di scegliere tra la frequenza 2.4GHz e la banda 5GHz. La 5GHz garantisce velocità superiori, ma il suo raggio d’azione è più limitato e fatica a superare i muri. La 2.4GHz, invece, copre distanze maggiori e si adatta meglio agli ambienti domestici, risultando la scelta ideale per chi desidera massimizzare la copertura.
Consigli pratici per una copertura wireless efficace
Se utilizzi un dispositivo Samsung, potresti dover abilitare anche la funzione Wi-Fi Sharing nelle impostazioni. Una volta configurato l’hotspot, collega il tuo dispositivo principale per verificare che tutto funzioni. Se incontri difficoltà, puoi ricorrere ad app di terze parti come NetShare o NetBridge, che offrono soluzioni simili e possono semplificare il processo.
Ricorda di tenere sempre il telefono collegato all’alimentazione: la funzione hotspot consuma molta batteria. Posizionalo in una zona fresca e ben ventilata, poiché il surriscaldamento può causare la disattivazione automatica dell’hotspot. Disattiva qualsiasi impostazione che spenga l’hotspot quando nessun dispositivo è connesso, così da evitare interruzioni indesiderate.
Limiti e aspettative realistiche
È importante essere consapevoli dei limiti di questa soluzione: un telefono non potrà mai eguagliare la potenza di un ripetitore Wi-Fi professionale. Le antenne degli smartphone sono meno performanti, il raggio d’azione è ridotto e la capacità di attraversare i muri è limitata. Inoltre, la funzione di ricezione e trasmissione simultanea può ridurre la banda disponibile per i dispositivi collegati.
Detto ciò, questa soluzione si rivela ideale per risolvere problemi localizzati: se il segnale Wi-Fi scompare in garage o in giardino, posizionare strategicamente uno smartphone può garantire la copertura necessaria per guardare video o ascoltare musica senza consumare dati mobili. In ambienti pubblici, come bar o aerei, dove il numero di dispositivi collegabili è limitato, puoi aggirare il problema connettendo solo il telefono e condividendo la rete con altri dispositivi personali.
Se però hai bisogno di coprire aree più ampie, come intere stanze o più piani, valuta l’acquisto di un ripetitore dedicato o, meglio ancora, l’installazione di una rete mesh, la soluzione più avanzata e affidabile per una copertura wireless completa e stabile nelle abitazioni moderne.