Come sempre quando un operatore lancia una nuova gamma di offerte commerciali si è aperto il dibattito sulla convenienza o meno delle nuove tariffe di 3 e dei prezzi dei nuovi videofonini. Sicuramente da molti punti di vista l’offerta di 3 è molto innovativa. Dare un cellulare a noleggio anche ai clienti ricaricabili ed incentivarne l’utilizzo con offerte mirate ad annullarne il costo di noleggio mensile è una pratica inedita per il nostro Paese. C’è anche da dire che l’attesa per la nuova promozione, dopo i fasti di quella estiva e le lunghe code per avere i terminali, ha creato una parvenza di misticità nell’offerta stessa, creando un’attesa che difficilmente non sarebbe andata delusa.

Le nuove offerte Tua di 3 non sono certamente il massimo della convenienza per gli utenti mobili ed i prezzi dei nuovi videofonini Nec e616 e Motorola A835 non accattivanti come quelli dei Nec nella precedente offerta estiva. Interessante il sotterfugio ideato per creare un abbonamento mensile senza far pagare la tassa di concessione governativa. In effetti Tua.30 è un vero e proprio abbonamento con tanto di canone mensile fisso di 30 Euro, ma senza la tassa governativa.

Le nuove tariffe Tua sono sicuramente più alte delle precedenti offerte, sia ricaricabili che di abbonamento. L’unica voce a scendere è il costo delle video chiamate, ma solo verso altri telefoni 3. Per il resto i costi sono rimasti invariati o hanno subito un aumento. D’altro canto 3 deve cercare di spingere la propria clientela ad accettare queste nuove offerte, molto diffuse all’estero. 99 Euro una tantum ed un costo mensili di 30 Euro, che saranno restituiti se si spenderà una medesima cifra e se si riceveranno 60 minuti di chiamate o video chiamate rappresentano senza dubbio una grande novità per il mercato italiano, che però pare non aver digerito la cosa.

Come al solito sul Forum di Telefonino.net, il più importante punto virtuale di aggregazione per gli utenti mobili italiani (vi invitiamo ad unirvi alle discussioni ed esprimere la vostra opinione riguardo le nuove offerte di 3), è nato un acceso dibattito e la direzione è decisamente contro 3. Gli utenti lamentano del poco mordente dell’offerta e della macchinosità del meccanismo che regola Tua.30 e Tua Club. Anche i costi dei telefoni sono presi di mira e definiti eccessivi.

A dire il vero l’offerta iniziale in promozione fino al 30 ottobre di 99 Euro per uno dei nuovi Nec e616 o Motorola A835 non appare del tutto sconveniente, stante il fattore di spesa dei 30 Euro mensili e dei 60 minuti di conversazione da ricevere, che penderanno sempre come una spada di Damocle sulla testa di chi sceglierà questa offerta. Sarebbe oltremodo fastidioso spendere 30 Euro e non arrivare a 60 minuti di chiamate e video chiamante in ricezione, pagando quindi almeno 60 Euro in un mese.

Certamente le nuove tariffe offerte da 3 rivoluzionano il modo di pensare al telefonino di un utente medio e non soddisfano del tutto. Vincenzo Novari, Amministratore Delegato di 3 Italia, ha continuamente fatto riferimento alla grande innovazione di questa offerta, paragonandola, forse con troppa enfasi, alle tappe fondamentali della diffusione della telefonia mobile in Italia, ovvero la tariffa Family e le SIM prepagate. Più semplicemente si tratta di un’offerta meno allettante di quella presentata questa estate, quanto meno dal punto di vista dell’utente medio, e volta a far aumentare sensibilmente la spesa media mensile per la telefonia mobile, grazie al doppio bonus di 30 Euro.

‘Questo sistema di offerte – ha commentato Novari – abbatte uno degli ultimi dogmi delle comunicazioni mobili nel nostro paese, il fatto che il cellulare si dovesse far pagare. Per questo, l’offerta presentata oggi costituisce una autentica rivoluzione, che permetterà agli italiani di entrare in massa nel mondo dei servizi mobili di terza generazione. Per il mercato italiano – ha continuato l’AD di 3 – sono stati ordinati 2 milioni di apparecchi per i prossimi sei mesi’. Adesso vedremo come risponderà il mercato a queste nuove offerte, vero banco di prova dopo le tante parole spese.