"Le nuove normative della Bersani bis dovevano garantire al consumatore la libertà totale nella scelta dell’operatore telefonico, attraverso la possibilità di recedere da qualsiasi piano tariffario senza l’obbligo di pagare penali. Così non è stato", questo è quanto afferma il Movimento Consumatori.

Per il Movimento Consumatori, Vodafone, così come altri operatori, non si è adeguata. Nel comunicato si legge che "nei molto reclamizzati piani tariffari dell’estate 2007 – No Problem 1000, No Problem 250 e Casa Internet, all’utente che decide di “passare” ad un altro operatore, si richiedono ingenti somme di denaro: da 300 a 249 euro a seconda del periodo in cui è stato stipulato il contratto."

Dopo la diffida del 20 giugno scorso, il Movimento Consumatori ha dunque richiesto – in via d’urgenza – al Tribunale di Ivrea che l’illegittimo comportamento adottato da Vodafone venga inibito e che quest’ultima restituisca le penali già incassate illegittimamente.

“Era necessario andare in causa contro Vodafone – afferma Alessandro Mostaccio, responsabile nazionale del settore telefonia del MC – ad oggi, nonostante la nostra diffida di giugno scorso, i contratti di questa azienda pongono ancora evidenti ed onerosissimi ostacoli ai consumatori che decidono di cambiare operatore telefonico. E, i piani tariffari citati ancora contengono clausole in contrasto con la legge Bersani, come quella che prevede il pagamento di penali in caso di recesso”.

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