Dopo settimane in cui si è vociferato di un cambio di nome per l’Edge 70 Ultra, che diventerà quindi Motorola Signature, il leak di un autorevole fonte ha cancellato ogni dubbio svelando il design completo del dispositivo.
A diffondere le immagini è stato Evan Blass, uno dei leaker più affidabili in ambito smartphone, che su X ha pubblicato dei render stampa ufficiali del Motorola Signature. Lo smartphone, con il nome in codice interno “Urus”, sarà il nuovo top di gamma dell’azienda statunitense e punterà su materiali di qualità premium, specifiche di alto livello ed un’estetica particolarmente curata.
Ecco a voi il nuovo Motorola Signature
Dalle immagini trapelate emerge un dispositivo elegante e solido, con almeno due colori confermati: Carbon e Martini Olive. Come già visto su altri modelli di casa Motorola, anche in questo caso il modulo delle fotocamere è in metallo, dettaglio che contribuisce a far percepire una qualità più elevata.

Interessante anche il retro che appare testurizzato: è probabilmente opaco o potrebbe essere in eco-pelle, una delle pregevoli finiture con cui Motorola spesso impreziosisce i suoi top di gamma.

Cosa sappiamo sulla scheda tecnica del Signature
Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, il Motorola Signature dovrebbe montare un display OLED piatto da 6,7 pollici e 1.5K a 120 Hz, perfetto sia per la fruizione di contenuti multimediali che per il gaming. Sarebbe praticamente certa anche l’integrazione del chip Snapdragon 8 Gen 5 per prestazioni degne di questa fascia di prezzo.
Il comparto fotografico posteriore dovrebbe essere composto da una tripla fotocamera da 50 MP con sensore principale, ultra-grandangolare e teleobiettivo periscopico. Il quadro tecnico prevede anche fino a 16 GB di RAM, il sistema operativo Android 16 già preinstallato e la certificazione IP ancora però da specificare.

La curiosità nei confronti di Motorola Signature è alta: abbandonare la dicitura Edge deve avere un senso ben definito e ci auguriamo che questo telefono sia perfettamente in grado di dimostrarlo, essendo il primo, speriamo, di una lunga lista.