MediaTek alza il livello della competizione nei chip mobile di fascia alta. Il futuro Dimensity 9600, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe essere uno dei primi SoC Android realizzati con processo produttivo TSMC N2P a 2 nm, con l’obiettivo di sfidare direttamente Qualcomm e Apple sul terreno delle prestazioni pure.
Il nuovo chip sarebbe pensato per gli smartphone top di gamma attesi tra fine 2026 e 2027. La variante più spinta, indicata nei leak come Dimensity 9600 Pro, punterebbe a frequenze vicine ai 5 GHz, un valore finora più vicino al mondo desktop che a quello mobile.
La configurazione ipotizzata prevede una CPU octa-core con schema 2+3+3: due core ad altissime prestazioni, tre core intermedi e altri tre core pensati per carichi meno estremi. È una scelta che suggerisce una strategia chiara: migliorare non solo i picchi nei benchmark, ma anche le prestazioni sostenute nelle applicazioni più pesanti.
Il nodo a 2 nm può cambiare consumi e autonomia
Il passaggio al processo N2P di TSMC è il punto più importante. MediaTek ha già comunicato di aver sviluppato un chip basato su questa tecnologia, indicando fino al 18% di prestazioni in più a parità di consumo e una riduzione dei consumi fino al 36% a parità di velocità rispetto a N3E.
Per gli utenti, questo potrebbe tradursi in smartphone più potenti ma anche più efficienti. Gaming, video in alta risoluzione, fotografia computazionale e funzioni di intelligenza artificiale locale sono gli ambiti in cui il salto generazionale potrebbe risultare più evidente.
La corsa alle frequenze elevate porta però con sé un rischio concreto: la gestione termica. Alcune indiscrezioni parlano di possibili problemi di surriscaldamento nei primi test, soprattutto se il chip dovesse davvero avvicinarsi alla soglia dei 5 GHz.
C’è poi il tema dei costi. I chip a 2 nm saranno più complessi e costosi da produrre, e questo potrebbe riflettersi sui prezzi finali degli smartphone premium.
MediaTek vuole uscire dal ruolo di inseguitrice
Negli ultimi anni MediaTek ha ridotto il divario con Qualcomm nella fascia alta. Con Dimensity 9600, l’azienda taiwanese sembra voler fare un passo ulteriore: non solo competere, ma provare a superare la concorrenza su prestazioni, efficienza e capacità AI.
La partita, però, si giocherà sulla capacità di trasformare i numeri dei leak in prodotti reali, stabili e adatti all’uso quotidiano.