L'UE apre Android alle AI rivali di Google

L'Unione Europea impone a Google di aprire Android alle AI concorrenti: ChatGPT, Claude e altre avranno accesso alle funzioni di Gemini.
L'UE apre Android alle AI rivali di Google

L’Unione Europea alza il livello dello scontro con Big Tech e impone a Google un cambiamento destinato a ridefinire il futuro degli assistenti basati sull’intelligenza artificiale. La Commissione europea ha infatti ordinato al colosso di Mountain View di garantire alle AI di terze parti lo stesso livello di integrazione in Android oggi riservato a Gemini. La decisione rientra nell’applicazione del Digital Markets Act (DMA) e punta a favorire una concorrenza più equilibrata nel nascente mercato degli assistenti AI.

Le AI concorrenti potranno integrarsi in Android

Secondo le specifiche vincolanti pubblicate dalla Commissione europea, Google dovrà consentire agli sviluppatori di assistenti AI concorrenti di accedere alle stesse funzionalità offerte alla propria piattaforma Gemini. Questo significa che servizi come ChatGPT, Claude, Perplexity o altri potranno essere richiamati tramite comandi vocali, pulsanti dedicati o altre scorciatoie di sistema, proprio come avviene oggi con l’assistente di Google.

Le nuove regole prevedono inoltre che gli assistenti possano operare in background, eseguire attività tra più applicazioni, accedere al contesto del dispositivo e utilizzare sensori e risorse hardware necessarie per offrire funzioni proattive. Tra le misure richieste rientra anche l’accesso ai modelli di intelligenza artificiale eseguiti direttamente sul dispositivo, laddove necessario per garantire pari condizioni di utilizzo.

La maggior parte di queste modifiche dovrà essere implementata entro l’estate del 2027, anche se Google potrà presentare eventuali ricorsi nel frattempo.

La Commissione europea ha adottato una seconda misura che riguarda Google Search. L’azienda dovrà mettere a disposizione dei motori di ricerca concorrenti e di altri operatori autorizzati una parte dei dati anonimizzati utilizzati per migliorare i risultati di ricerca. L’obiettivo è ridurre il vantaggio competitivo accumulato da Google grazie all’enorme volume di informazioni raccolte negli anni e favorire la nascita di alternative innovative, comprese quelle basate sull’intelligenza artificiale.

Bruxelles ritiene che queste decisioni possano aumentare la libertà di scelta degli utenti europei e stimolare lo sviluppo di nuovi servizi, evitando che i cosiddetti “gatekeeper” consolidino ulteriormente la propria posizione dominante.

Google contesta la decisione

Google ha criticato apertamente le nuove prescrizioni, sostenendo che un’apertura così estesa rischia di compromettere privacy, sicurezza e integrità dei dispositivi Android. L’azienda afferma di aver proposto soluzioni alternative per rispettare gli obiettivi del DMA senza sacrificare le protezioni offerte agli utenti, ma ritiene che le misure approvate dalla Commissione non abbiano tenuto sufficientemente conto di questi aspetti.

La Commissione europea, dal canto suo, precisa che l’accesso sarà regolato da specifiche garanzie e che Google manterrà la possibilità di effettuare verifiche sui soggetti che richiederanno l’interoperabilità, soprattutto sotto il profilo della cybersicurezza e della tutela dei dati personali.

La vicenda richiama da vicino quanto già accaduto ad Apple. Anche Cupertino è stata chiamata ad adeguarsi alle regole sull’interoperabilità previste dal Digital Markets Act per consentire alle AI di terze parti di accedere alle funzioni di sistema. Apple ha però sostenuto che le richieste europee comportassero rischi eccessivi per privacy e sicurezza e, almeno finora, ha scelto di non distribuire in Europa la nuova generazione di Siri basata sull’intelligenza artificiale.

Con il provvedimento nei confronti di Google, Bruxelles conferma quindi la propria linea: gli assistenti AI dovranno competere ad armi pari, senza che il proprietario del sistema operativo possa favorire la propria soluzione rispetto a quelle dei concorrenti. Se le misure entreranno pienamente in vigore secondo il calendario previsto, gli utenti Android europei potrebbero presto scegliere liberamente quale assistente AI utilizzare come soluzione predefinita, beneficiando dello stesso livello di integrazione oggi riservato a Gemini.

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