Influencer truffaldini e scommesse vincenti false: Polymarket sotto inchiesta

Influencer truffaldini pagati per fingere e scommesse vincenti false: Polymarket sotto inchiesta per pesanti accuse di frode.

Polymarket, azienda legata ai mercati dei pronostici, oltre a essere protagonista di un’enorme crescita di popolarità, è finita sotto inchiesta. Le accuse? Aver pagato influencer che, in maniera truffaldina, hanno simulato nei loro video scommesse vincenti false con la creazione di siti web fittizi con l’obiettivo di portare a termine le frodi.

Ad aver portato alla luce tutte queste informazioni è stato il The Wall Street Journal nell’artico intitolato: “Sembrava che si stessero arricchendo grazie a Polymarket, ma niente di tutto ciò era vero“. Nell’articolo recentemente pubblicato si legge: “Il mercato delle previsioni ha inondato i social media di video ingannevoli creati a pagamento. Nei suoi video, George Makihara sembra avere un’attività secondaria molto redditizia: scommettere su Polymarket“.

Ed è da qui che parte tutto, la vicenda e i nomi coinvolti in quella che sembra essere un’inchiesta volta a far luce su una macchina di soldi sporchi, guadagnati sulla fiducia che gli utenti ripongono in “certi” influencer. “In 118 di questi video, i creatori vantavano vincite fittizie per quasi 900.000 dollari, ottenute con posizioni che nei mercati reali avrebbero comportato perdite per oltre 166.000 dollari“, hanno spiegato i colleghi di TechSpot.

Le ammissioni di Polymarket in questa vicenda

Polymarket ha recentemente ammesso ai colleghi di POLITICO di aver pagato gli influencer affinché questi menzionassero l’azienda nei loro video. Un portavoce ha affermato: “Collaboriamo regolarmente con una vasta gamma di organizzazioni indipendenti, partner e creatori di contenuti che abbracciano l’intero spettro politico e monitoriamo e valutiamo costantemente i nostri progressi, apportando le modifiche necessarie per raggiungere la nostra missione principale: fornire a un pubblico globale le analisi di mercato più accurate, trasparenti e basate sui dati“.

Il giornalista che ha scritto l’articolo ha però specificato: “Il portavoce si è rifiutato di rispondere alle domande sulla strategia aziendale per le collaborazioni con gli influencer, sulle politiche relative alla divulgazione di tali accordi sui social media, sul perché Modabber abbia utilizzato un conto personale per le transazioni e se i pagamenti siano stati dichiarati come spese aziendali all’IRS. Modabber non ha risposto alle richieste di commento“.

Renée DiResta, autrice del libro “Invisible Rulers” e professoressa alla Georgetown University, ha dichiarato: “Le persone non pensano consapevolmente se un influencer stia traendo profitto ogni volta che vedono un post“. Questa affermazione sottolinea quanto peso oggi abbia la rete sociale nella vita e nelle scelte delle persone.

Fonte: TechSpot

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti