Il primo film di Bollywood generato dall'AI sta per arrivare al cinema: ecco come è stato fatto

Maharaja in Denims sarà il primo film indiano realizzato con l'AI generativa: dalla storia alla produzione, cosa sappiamo finora.

Non è un cortometraggio sperimentale caricato su YouTube. È un lungometraggio vero, pensato per le sale cinematografiche, realizzato quasi interamente con strumenti di intelligenza artificiale generativa. Si chiama “Maharaja in Denims”, viene dall’India, e potrebbe cambiare per sempre il modo in cui pensiamo alla produzione cinematografica.

Una storia che aspettava la tecnologia giusta

Tutto nasce da un romanzo del 2014 firmato da Khushwant Singh: un adolescente di Chandigarh convinto di essere la reincarnazione di Maharaja Ranjit Singh, il fondatore dell’Impero Sikh nel XIX secolo. Una storia con salti temporali, corti reali, ambientazioni storiche e riferimenti alle violenze contro la comunità sikh del 1984.

Il libro era già stato opzionato in passato. Nessuno era riuscito a farlo diventare un film, perché ricostruire quelle epoche avrebbe richiesto budget enormi. Poi è arrivata l’AI generativa, e tutto è cambiato.

Niente set, niente comparse, niente scenografie fisiche

Intelliflicks Studios, startup fondata a Chandigarh dallo stesso Singh insieme a Gurdeep Singh Pall — ex dirigente Microsoft con un lungo passato nell’AI — ha scelto di costruire ogni scena attraverso software di generazione video. Niente macchine da presa puntate su attori in costume. Niente troupe da gestire. Ogni inquadratura nasce da indicazioni testuali e visive elaborate dal team creativo.

Il risultato è un modello produttivo che abbatte i costi di tutto ciò che normalmente rende certi film impossibili: le folle, le ricostruzioni d’epoca, i palazzi, le battaglie.

Non sparisce il lavoro umano, si trasforma

Questo non significa che dietro al film non ci sia nessuno. Significa che il lavoro si sposta: meno attività sul set, più tempo su scrittura, direzione visiva, costruzione dei prompt, montaggio e controllo della coerenza narrativa. Competenze nuove, ruoli nuovi.

È proprio qui che “Maharaja in Denims” diventa un esperimento culturale prima ancora che tecnologico. Se il pubblico si emozionerà guardando personaggi generati dall’AI, le conseguenze per il cinema indipendente, storico e fantastico potrebbero essere enormi.

Mentre Hollywood esita, Bollywood sperimenta

Negli Stati Uniti, le tensioni sindacali degli ultimi anni hanno reso Hollywood molto cauta sull’uso dell’AI nella produzione. In India, l’approccio è diverso: più aperto, più disposto a testare nuove strade. Bollywood è una delle industrie cinematografiche più grandi al mondo. Se questo esperimento funziona, non resterà un caso isolato a lungo.

“Maharaja in Denims” uscirà nell’estate 2026. Sarà un test di tecnologia, certo. Ma soprattutto sarà la risposta a una domanda che il cinema non ha ancora affrontato davvero: un film fatto dall’AI può emozionare come uno fatto dagli esseri umani?

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