Secondo il “2012 Cisco Connected World Technology Report (CCWTR)” (infografica), il 90% dei rappresentanti della Generazione Y, intervistati a livello mondiale, ha dichiarato di controllare i propri smartphone per guardare le email, i messaggini e i social media, spesso prima di essersi alzati dal letto. Due persone su cinque hanno dichiarato “mi sentirei ansioso, come se mi mancasse una parte di me” se non potessero utilizzare il proprio smartphone per connettersi.

BlackBerry Mani

Lo studio, condotto da InsightExpress in 18 paesi su 1800 studenti universitari e giovani professionisti di età compresa tra 18 e 30 anni, esamina le modalità di utilizzo da parte della Generazione Y di Internet e dei dispositivi mobile per connettersi con il mondo che li circonda. Lo studio mostra i loro comportamenti e le attitudini relative alla creazione, all’accesso e alla privacy di un enorme volume di dati generati quotidianamente da smartphone, sensori, videocamere, monitor e altri dispositivi connessi.

Secondo la ricerca la nuova routine mattutina è “dentifricio, carta igienica e messaggini”. La generazione Y non vuole perdersi niente. Accedere al proprio dispositivo mobile per controllare gli SMS, la posta elettronica e i social media è il modo in cui iniziano la loro giornata, spesso prima di essersi alzati dal letto.  Per questa generazione, l’informazione è in tempo reale in ogni momento.

9 intervistati su 10 si vestono, si lavano i denti e controllano i propri smartphone come parte del rituale mattutino per prepararsi per andare a scuola o a lavoro. Per i professionisti, ciò è significativo perché dimostra che i lavoratori del futuro sono più agili, più informati e più responsabili della generazione precedente.

1 intervistato della Generazione Y su 4 (il 29%) controlla il proprio smartphone in modo così costante da non sapere quante volte lo fa. Globalmente, 1 su 5 utilizza lo smartphone per controllare le email,  i messaggini e i social media almeno ogni 10 minuti. Un terzo degli intervistati controlla lo smartphone almeno ogni 30 minuti.

Il 60% della Generazione Y si trova a controllare sub-consciamente o compulsivamente il proprio smartphone per verificare le email, i messaggini o i social media. Di questi, le donne sono più spinte alla connessione:  l’85% delle donne rispetto al 63% degli uomini, si trova a utilizzare compulsivamente il proprio smartphone per controllare messaggini, email e social media.

Oltre il 40% degli intervistati  passerebbe un periodo di “astinenza” e si sentirebbe “ansioso”, come se gli "mancasse una parte”, se non potessero controllare costantemente il proprio smartphone. Il 60% di questi utenti compulsivi di smartphone spera di non essere costretto ad un minor utilizzo.

I giovani professionisti dell’information technology sono sempre più connessi. Circa un terzo dei giovani professionisti IT ha dichiarato di controllare continualmente il proprio smartphone. Il 40% lo controlla almeno ogni 10 minuti.

Gli smartphone sono utilizzati ovunque, anche nei posti più privati. Il desiderio di restare connessi significa che la linea di demarcazione tra il lavoro e la vita sociale/familiare è sempre più sottile. Le persone controllano gli aggiornamenti di lavoro e comunicano ad ogni ora e da qualsiasi posto immaginabile. Per la Generazione Y non ci sono limiti definiti tra “la giornata lavorativa” e il tempo personale – entrambi si sovrappongono e si fondono per tutto il giorno e la notte.

Globalmente, 3 intervistati su 4 utilizza lo smartphone a letto ed oltre un terzo degli intervistati utilizza lo smartphone in bagno. Circa la metà degli intervistati (il 46%) ha dichiarato di scrivere messaggi, email e di controllare i social media mentre pranzano o cenano con la famiglia e gli amici e circa un intervistato su cinque ha la pessima abitudine di scrive messaggi mentre guida.

Circa il 70% della Generazione Y ha dichiarato che le "applicazioni mobili" sono importanti nella loro vita quotidiana ed oltre la metà ha dichiarato di utilizzare le applicazioni mobile principalmente per il gioco e l’intrattenimento mentre uno su quattro (il 27%) utilizza le applicazioni mobile principalmente per lavoro.

Applicazioni

I vendor pubblicizzano centinaia di applicazioni nei propri app store, ma sono realmente utilizzate? Sorprende il fatto che, tra tutte queste applicazioni scaricate quotidianamente, solo poche vengono utilizzate regolarmente. La maggior parte degli intervistati della Generazione Y (il 60%) ha dichiarato di utilizzare regolarmente meno di 10 app per  smartphone. Solo 1 intervistato  su 5 (il 20%) ha dichiarato di utilizzare regolarmente dalle 10 alle 25 app.

Il 40% passa gran parte del tempo online con gli amici invece che incontrarsi di persona ed i due terzi degli intervistati ha dichiarato di passare lo stesso tempo o più tempo a socializzare online con gli amici invece che farlo di persona. C’è una differenza a seconda del sesso: il 38% degli uomini passa più tempo a socializzare di persona che online, rispetto al 29% delle donne.

Le identità online e le persone reali non sono la stessa cosa. Quattro intervistati su cinque (l’81%) credono che le persone abbiano differenti identità online e offline. Oltre un terzo degli intervistati pensa che le persone abbiano più identità online che offline. Quando è stato chiesto riguardo a se stessi, solo il 44% ha dichiarato che la propria identità online è la stessa di quella del mondo reale “offline”.

Gli smartphone sostituiranno i laptop nell’ambiente di lavoro? Lo smartphone è visto come il dispositivo più compatto e versatile. Se si deve scegliere tra un solo dispositivo, un terzo degli intervistati preferisce lo smartphone, mentre  meno di un terzo preferisce il computer portatile. Gli smartphone hanno superato i computer desktop quale dispositivo preferito nell’ambito lavorativo e sono due volte più popolari di un PC desktop e tre volte più popolari di un tablet.

Per la generazione “sempre connessa”, è sufficiente un unico dispositivo mobile, sia esso personale o aziendale, e ciò rappresenta una sfida per i responsabili IT che devono salvaguardare le attività e le informazioni aziendali. Sebbene due intervistati su cinque hanno dichiarato che le policy aziendali proibiscono loro di usare i dispositivi aziendali per scopi non lavorativi, quattro su cinque – circa l’80% – hanno dichiarato di non rispettare tali policy. Due terzi (il 66%) degli intervistati pensa che “i datori di lavoro non dovrebbero tenere traccia delle attività online dei dipendenti, non è affare loro”.

I responsabili IT sanno che la maggior parte dei dipendenti non si attiene alle policy, ma non capiscono quanto sia diffusa questa abitudine: oltre la metà  IT pensa che i propri impiegati rispettino le policy e non utilizzino i dispositivi aziendali per scopi personali.

9 intervistati su 10 della generazione Y hanno dichiarato di fare shopping online. Circa tre su cinque (il 58%) dichiarano di affidarsi regolarmente alle recensioni degli utenti per decidere se effettuare un acquisto online; un ulteriore 28% consulta le recensioni online occasionalmente. Il 57% – circa 3 su 5 – è disposto a condividere il proprio indirizzo email con negozi e siti online in modo da ricevere informazioni sugli sconti e le promozioni. Ma sono diffidenti nel condividere altro –   pochi sono disposti a dare numeri di telefono, indirizzi di casa o dati personali.

Circa il 90% carica online le foto per condividerle o memorizzarle su siti Internet. Il 62% carica online video per condividerli o memorizzarli su siti Internet. L’87% ha un account Facebook, e 1 su 10 ha Facebook sempre attivo. Il 41% aggiorna Facebook almeno una volta al giorno, e uno su cinque lo fa più volte al giorno. Il 56% degli intervistati ha un account Twitter, e il 21% twitta almeno una volta al giorno.

Il “2012 Cisco Connected World Technology Report”, è stato commissionato da Cisco e condotto da InsightExpress, una società indipendente con sede negli Stati Uniti. Lo studio globale è composto da due ricerche: una focalizzata sugli studenti universitari e sui professionisti di età compresa tra i 18 e 30 anni, e il secondo focalizzato sui professionisti IT. Ogni studio include 100 intervistati per ciascuno dei 18 Paesi esaminati, per un totale di 3.600  intervistati. I 18 paesi inclusi sono:  Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile, Argentina, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Russia, Polonia, Turchia, Sud Africa, India, Cina, Giappone, Corea del Sud e Australia.