Hacker mandano KO gli alcolock: migliaia di auto non partono negli USA

Un attacco alla cloud di Intoxalock ha paralizzato migliaia di alcolock negli USA, mettendo in luce i limiti della centralizzazione e la necessità di misure di resilienza e norme più stringenti per la sicurezza veicolare.
Hacker mandano KO gli alcolock: migliaia di auto non partono negli USA

Un attacco informatico ha messo in crisi un sistema pensato per salvare vite, trasformandolo in un blocco totale per migliaia di automobilisti. Negli Stati Uniti, i dispositivi alcolock prodotti da Intoxalock sono finiti al centro di un incidente di cybersecurity che ha reso impossibile avviare numerose vetture, anche con conducenti perfettamente sobri.

Il problema è iniziato il 14 marzo 2026, quando l’azienda è stata colpita da un attacco ai propri sistemi informatici. Per contenere i danni, Intoxalock ha deciso di disconnettere i server centrali, interrompendo però anche il funzionamento di una parte critica dell’infrastruttura.

Auto bloccate per un problema di sistema

I dispositivi alcolock richiedono calibrazioni e verifiche periodiche che vengono validate attraverso i server aziendali. Con i sistemi offline, queste procedure non potevano essere completate e molti dispositivi sono entrati automaticamente in modalità di sicurezza (“lockout”).

Il risultato è stato immediato:
le auto non potevano essere avviate, lasciando migliaia di automobilisti a piedi in diverse città americane.

Non si è trattato quindi di persone “intrappolate” nei veicoli, ma di un blocco tecnico che ha impedito l’utilizzo delle auto, spesso per diversi giorni.

Il disservizio è durato fino al 22 marzo, quando i sistemi sono stati ripristinati e messi in sicurezza.

Nel frattempo, molti utenti hanno dovuto affrontare costi aggiuntivi, come il traino del veicolo o interventi tecnici, tanto che l’azienda ha avviato procedure di rimborso per i casi più gravi.

Un punto chiave spesso frainteso:
non è stato un attacco diretto alle auto o ai singoli alcolock, ma all’infrastruttura centrale che ne gestisce le funzioni.

Questo ha evidenziato una criticità strutturale:
la dipendenza da sistemi remoti può trasformarsi in un rischio sistemico, soprattutto quando riguarda funzioni critiche come l’avvio del veicolo.

Impatto limitato in Italia

L’episodio non ha avuto conseguenze dirette in Italia. I dispositivi omologati nel nostro Paese non utilizzano lo stesso modello centralizzato, ma si basano su controlli effettuati da centri indipendenti.

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