Secondo nuove indiscrezioni, Google starebbe lavorando a un importante aggiornamento con il nome in codice “Project Toscana”, che introdurrebbe un nuovo hardware per Face Unlock su smartphone Pixel e persino Chromebook, con prestazioni paragonabili a Face ID di Apple.
Come il nuovo Face Unlock sfiderà Face ID
La maggior parte dei dispositivi attuali privilegia il classico sensore a impronta digitale come metodo principale di riconoscimento biometrico. Google, nel tempo, ha preferito andare controcorrente, mostrando un interesse marcato per il riconoscimento facciale.
Ad esempio, con Google Pixel 4 aveva adottato un sistema completo basato su sensori a infrarossi, chiaramente pensato per competere con Face ID. Un progetto tuttavia abbandonato nelle generazioni successive, forse causato anche dallo scoppio della pandemia (e all’uso diffuso delle mascherine, che inficiava l’utilità del sistema).
Negli anni successivi, Google ha progressivamente reintrodotto il riconoscimento facciale. La serie Pixel 7 ha riportato Face Unlock tramite fotocamera, inizialmente senza supporto per le app sicure. Questo limite è stato risolto un anno dopo con la serie Pixel 8.
Ora, secondo quanto riportato da Android Authority, Google starebbe sviluppando un aggiornamento hardware significativo. Nome in codice “Project Toscana” (curioso che sia stato battezzato come una regione italiana), questo nuovo progetto prevederebbe un sistema ancora basato su un singolo foro nel display per la fotocamera frontale, ma capace di funzionare con rapidità paragonabile al Face ID di Apple in diverse condizioni di illuminazione.
Il report suggerisce inoltre un possibile utilizzo di tecnologia IR (gli infrarossi), pur mantenendo l’assenza di componenti visibili aggiuntivi. L’obiettivo dichiarato sarebbe creare un sistema di riconoscimento facciale capace di operare in qualsiasi condizione di luce, senza introdurre hardware evidente.
In precedenza si era parlato di un possibile sistema infrarossi collocato sotto il display per il futuro Pixel 11, supportato dal presunto chip Tensor G6, per migliorare il funzionamento in ambienti poco illuminati. Tuttavia, al momento restano diversi interrogativi tecnici su come Google implementerà concretamente questa soluzione.