Google Play Store, il celeberrimo store ufficiale di applicazioni per il sistema operativo Android, smetterà di funzionare su tutti i device con a bordo la versione 4 (e relativi update minori) del sistema operativo nota anche come Ice Cream Sandwich. Una scelta logica, considerando che siamo ormai ad Android 9.

Il Play Store dice addio ad Android ICS

Ufficializzata nell’ormai lontano 2011, l’edizione dell’OS del robottino verde rappresentata da un gelato non sarà più abilitata a ricevere gli aggiornamenti del Google Play Store. La notizia è stata rilasciata direttamente da Big G sul suo blog dedicato agli sviluppatori Android. Il motivo sarebbe legato ai dati: l’installazione della versione ICS è ormai presente su meno dell’1% dei dispositivi. Dunque, è evidentemente quasi scomparsa del tutto proprio perché molto vecchia.

L’ultima versione dei Servizi Google per Android 4 è la 14.7.99 ed a questa non seguiranno ulteriori update. In soldoni, sarà presto impossibile utilizzare il market per scaricare applicazioni ed aggiornarle in via ufficiale. Tuttavia, ci sono ancora molti dispositivi che montano fork (ovvero versioni modificate) di Android basate su vecchie edizioni dell’OS. Si tratta spesso di personalizzazioni non autorizzate, che dal principio utilizzano escamotage – come market alternativi – per poter scaricare ed installare app.

Chiaramente, queste versioni non saranno toccate dallo stop ufficiale al supporto del Google Play Store e potranno continuare ad essere utilizziate. Tuttavia, dovranno fare i conti con la dura realtà: se non sarà Big G a mettere fine alla loro vita, lo saranno gli update delle applicazioni, sempre più pesanti e complessi da gestire per un OS molto vecchio, che probabilmente è montato su un hardware poco potente.

Anche i software muoiono

La fine del supporto ad un sistema operativo è parte del ciclo di vita di un software. Lo scopo non è quello di spingere l’utente a cambiare spesso device per avere sempre l’ultima versione disponibile di qualsiasi sistema, altrimenti Google non avrebbe aspettato certo 7 anni per mandare in pensione Android Ice Cream Sandwich. Semplicemente, lo sviluppo corre velocemente nel tempo ed è in grado di concepire applicazioni sempre più performanti, che necessitano di adeguate risorse di sistema per funzionare correttamente. Forzarne l’installazione su configurazioni non più compatibili restituirebbe un’esperienza d’uso pessima a danno dell’utente. Lo sanno bene gli sviluppatori di WhatsApp, che periodicamente interrompono la distribuzione su vecchi sistemi operativi.

Fonte: Google