Google Pixel Watch 5 recensione: Gemini al polso è la vera killer feature

Google Pixel Watch 5 è uno dei migliori dispositivi Wear OS sul mercato, ecco perché ci ha convinto nonostante alcuni limiti.
Google Pixel Watch 5 recensione: Gemini al polso è la vera killer feature

Google Pixel Watch 5 arriva a distanza di un anno da un modello che aveva già sistemato buona parte dei difetti storici dello smartwatch di Mountain View. Di conseguenza, chi si aspettava una rivoluzione hardware potrebbe rimanere deluso: il design è rimasto sostanzialmente quello che conosciamo, così come l’impostazione generale del prodotto. È nell’utilizzo quotidiano, però, che si capisce dove Google abbia deciso di concentrare gli sforzi.

Il nuovo Pixel Watch punta soprattutto su tre aspetti: Gemini Intelligence, Google Health e una maggiore reattività generale. Dopo averlo utilizzato quotidianamente, grazie ad un sample della versione 41mm LTE fornitoci da Google per questa prova, è proprio l’integrazione dell’intelligenza artificiale a sembrarmi l’elemento più interessante. Non tanto perché trasforma lo smartwatch in qualcosa di completamente diverso, quanto perché rende molto più naturale fare dal polso operazioni per le quali fino a poco tempo fa avremmo inevitabilmente preso in mano lo smartphone.

 

Design: squadra che vince non si cambia

Dal punto di vista estetico Pixel Watch 5 continua a essere immediatamente riconoscibile. La cassa circolare, il vetro bombato e la corona laterale mantengono quell’aspetto minimalista che distingue la famiglia Pixel Watch praticamente dal primo modello.

La cassa è realizzata in alluminio riciclato e le due dimensioni restano piuttosto compatte: 41 mm con un peso di 31 grammi oppure 45 mm con 36,7 grammi, cinturino escluso. Lo spessore è di 12,3 mm per entrambi.

Il modello che abbiamo provato è la versione 41 mm LTE in colorazione rosa, che sebbene più adatta ad un pubblico femminile ho trovato particolarmente bella e riuscita. Mi è piaciuta soprattutto l’attenzione riservata all’interfaccia: il quadrante riprende cromaticamente il cinturino, creando un insieme molto coerente. È un dettaglio, già visto sugli smartphone Pixel, ma contribuisce a dare al prodotto quell’aspetto curato che ci si aspetta da uno smartwatch di questa fascia.

pixel watch 5 ghiera

Meno convincente, almeno per me, è proprio il cinturino sportivo fornito di serie. Google è passata alla gomma nitrilica idrogenata HNBR con rivestimento soft-touch, abbinata a fibbia e anse in acciaio inossidabile. È comodo e il sistema di aggancio rimane uno dei più saldi in circolazione, perché permette di sostituire il cinturino velocemente e senza complicazioni. Nelle giornate molto calde, però, ho trovato il materiale poco traspirante: il polso tende a sudare parecchio e dopo diverse ore la sensazione non è delle più piacevoli.

Personalmente avrei preferito un cinturino in tessuto. La buona notizia è che l’ecosistema di accessori è molto ampio: tra le alternative previste da Google c’è anche il Performance Loop in poliestere riciclato, nylon ed elastan, pensato proprio per l’attività fisica.

pixel watch 5 cinturino

 

pixel watch 5 polso

Lo schermo è eccellente, soprattutto all’aperto

Uno degli aspetti che mi ha sorpreso maggiormente è il display, anche se bisogna riconoscere che già Pixel Watch 4 aveva raggiunto livelli molto elevati. Pixel Watch 5 utilizza un display Actua 360 AMOLED LTPO da 320 PPI, con refresh rate dinamico da 1 a 60 Hz, modalità always-on e luminosità massima dichiarata di 3.000 nit. La protezione è affidata al vetro 3D Corning Gorilla Glass 5.

I numeri raccontano solo una parte della storia. Durante la prova l’ho utilizzato anche in spiaggia, sotto il sole diretto, e non ho mai avuto difficoltà nel leggere notifiche, dati degli allenamenti o semplicemente l’ora. La luminosità riesce a compensare molto bene la luce ambientale e il contrasto rimane elevato.

All’estremo opposto, di sera la luminosità minima di 1 nit permette di avere un display sempre leggibile senza risultare fastidioso. È probabilmente uno dei migliori pannelli che oggi si possano trovare su uno smartwatch Android.

Wear OS 7 è veloce e le notifiche arrivano sempre

Pixel Watch 5 utilizza Wear OS 7 ed è basato sul nuovo Snapdragon W5 Gen 2 Accelerated affiancato dal coprocessore Cortex-M55. Lo spazio di archiviazione sale a 64 GB. Nell’uso quotidiano la cosa più importante, però, è che tutto funzioni senza farsi notare. Ed è esattamente quello che succede.

Il sistema di notifiche si è dimostrato estremamente affidabile. Gli avvisi arrivano rapidamente, non ho riscontrato ritardi significativi e durante la prova non mi sono imbattuto in rallentamenti dell’interfaccia. Navigare tra menu, applicazioni e notifiche è sempre immediato.

È un aspetto che può sembrare scontato su un dispositivo da oltre 400 euro, ma su uno smartwatch è fondamentale: se una notifica arriva in ritardo, buona parte dell’utilità del dispositivo viene meno.

 

Gemini è la killer feature di Pixel Watch 5

pixel watch 5 gemini

Se dovessi scegliere un solo motivo per cui Pixel Watch 5 è più interessante dei suoi predecessori, sceglierei Gemini. L’assistente AI è ormai molto più di una funzione accessoria. Basta sollevare il polso per interagire con Gemini tramite Raise to Talk e chiedere informazioni, impostare timer, avviare attività oppure recuperare informazioni personali. Google ha inoltre introdotto funzioni che possono essere elaborate direttamente sul dispositivo e quindi utilizzate con una latenza molto bassa anche offline. Ed è proprio l’immediatezza a fare la differenza.

Avere un assistente personale AI direttamente al polso rende sensato usare la voce anche per richieste che sul telefono richiederebbero diversi passaggi. Durante la prova mi sono ritrovato a utilizzare Gemini molto più frequentemente di quanto pensassi, semplicemente perché non devo prendere lo smartphone dalla tasca.

Pixel Watch 5 può inoltre proporre informazioni contestuali attraverso At a Glance e Gemini Intelligence. L’idea è che lo smartwatch non debba soltanto rispondere a una richiesta, ma possa anticipare alcune informazioni utili sulla base del contesto. Google cita, per esempio, carte d’imbarco mostrate quando servono o informazioni relative agli spostamenti.

Ci sono poi i gesti utilizzabili con una sola mano, che consentono di interagire con alcune di queste informazioni senza toccare il display. È probabilmente questa la direzione più interessante per Pixel Watch: non un piccolo smartphone al polso, ma un dispositivo capace di filtrare informazioni e farci interagire con l’AI nel modo più immediato possibile.

Salute e attività: Google Health convince

Pixel Watch 5 attività

L’altro grande pilastro di Pixel Watch 5 è il monitoraggio della salute e dell’attività fisica. Google ha progressivamente trasformato l’esperienza Fitbit e ora parla apertamente di Google Health, con un sistema sempre più integrato con Gemini.

La dotazione di sensori è completa: troviamo sensore ottico multipercorso per la frequenza cardiaca, sensori rossi e infrarossi per SpO2, sensori elettrici compatibili con ECG, sensore cEDA per la risposta del corpo, temperatura cutanea, altimetro, barometro, accelerometro, giroscopio e magnetometro. A questo si aggiunge il GPS a doppia frequenza, pensato per migliorare il tracciamento anche nelle situazioni più complicate.

Nella mia esperienza il rilevamento delle attività è stato molto preciso e soprattutto consistente. È uno di quegli smartwatch che si può indossare e sostanzialmente dimenticare: alla fine della giornata ci si ritrova con una quantità notevole di informazioni sull’attività svolta, organizzate in maniera comprensibile.

Google Health riesce bene soprattutto nel passaggio successivo alla semplice raccolta dei numeri. Frequenza cardiaca, allenamenti, sonno e altri parametri acquistano più senso quando vengono messi in relazione tra loro, evitando di trasformare l’applicazione in una semplice successione di grafici.

Pixel Watch 5 introduce inoltre nuove funzioni Health Guardian e un coaching maggiormente personalizzato, mentre Google sta ampliando il monitoraggio con analisi di tendenze relative, tra le altre cose, a pressione sanguigna e resistenza insulinica. La disponibilità di alcune di queste funzioni può però variare in base al mercato e alle autorizzazioni locali.

Per chi pratica sport con regolarità (non è il mio caso, devo ammetterlo), il miglioramento del GPS è forse più importante delle funzioni più sperimentali. Durante la mia prova il tracciamento delle attività mi è sembrato accurato, confermando quanto Google sia ormai competitiva anche sul fronte fitness.

pixel watch 5 corsa

Batteria: migliorata, ma rimane il punto debole

Ed eccoci al limite principale. Google dichiara per Pixel Watch 5 da 41 mm una batteria da 332 mAh, con autonomia fino a 30 ore mantenendo attivo l’always-on display e fino a 48 ore in modalità Risparmio energetico. Il 45 mm sale a 465 mAh e rispettivamente 40 e 72 ore.

Nella pratica rimane uno smartwatch abbastanza energivoro. L’aspetto che mi ha colpito maggiormente è il consumo in standby. Ho provato a lasciare Pixel Watch 5 sul comodino senza indossarlo e, pur non utilizzandolo praticamente mai, nell’arco di circa tre giorni la batteria si è scaricata completamente.

Se lo si usa intensamente, notifiche, display always-on, monitoraggio delle attività, GPS, Gemini e magari qualche chiamata, è evidente che la ricarica diventa parte della routine. Rispetto alle prime generazioni sono stati fatti passi avanti, ma l’autonomia rimane uno dei principali compromessi della famiglia Pixel Watch. Fortunatamente c’è una contropartita importante: la ricarica è davvero veloce.

Google dichiara per il modello da 41 mm circa 15 minuti per arrivare al 50%, 25 minuti per l’80% e 45 minuti per una carica completa. Il 45 mm richiede circa 15 minuti per il 50%, 30 per l’80% e 60 minuti per il 100%.

La stazione di ricarica utilizza un connettore magnetico USB-C e richiede un alimentatore USB-C da almeno 7,5 W, non incluso.

Nell’uso reale la ricarica rapida cambia parecchio l’esperienza: basta collegarlo mentre si fa una doccia o ci si prepara al mattino per recuperare una buona quantità di autonomia. Non elimina il problema, ma lo rende decisamente più gestibile.

Specifiche tecniche

Pixel Watch 5 è disponibile nelle versioni da 41 e 45 mm, entrambe con display Actua 360 AMOLED LTPO da 320 PPI, refresh rate 1-60 Hz e luminosità fino a 3.000 nit. Il cuore è lo Snapdragon W5 Gen 2 Accelerated con coprocessore Cortex-M55, mentre lo spazio di archiviazione è di 64 GB. Il sistema operativo è Wear OS 7.

Sul fronte della connettività troviamo Bluetooth 6.0, Wi-Fi dual band, NFC, Ultra-Wideband e, sulle varianti compatibili, LTE. La localizzazione sfrutta GPS a doppia frequenza con supporto a Galileo, GLONASS, BeiDou e QZSS nella versione destinata ai mercati internazionali.

La resistenza è certificata 5 ATM e IP68, mentre il vetro è Gorilla Glass 5. Pixel Watch 5 richiede uno smartphone Android compatibile e un Account Google.

Prezzo e considerazioni finali

In Italia Google Pixel Watch 5 parte da 419 euro nella versione da 41 mm e da 449 euro per quella da 45 mm. La commercializzazione è iniziata il 20 agosto, dopo i preordini aperti il 12 agosto. Non è uno smartwatch economico e il prezzo inevitabilmente pesa sul giudizio, soprattutto considerando che chi possiede già un Pixel Watch recente non troverà un salto generazionale enorme nell’hardware.

Dopo averlo utilizzato, però, mi sembra chiaro che il valore di Pixel Watch 5 vada cercato soprattutto nel software. Il display è eccellente, le notifiche sono puntuali, il monitoraggio delle attività è preciso e l’esperienza Google Health è ormai molto matura. Anche la ricarica rapida funziona molto bene e attenua uno dei problemi storici della serie.

Restano due aspetti che mi hanno convinto meno. Il primo è il cinturino sportivo: comodo e ben realizzato, ma nelle giornate calde fa sudare troppo il polso. Il secondo, più importante, è l’autonomia. La batteria è migliorata, ma Pixel Watch 5 continua a richiedere più attenzioni di quanto vorrei da uno smartwatch.

A spostare davvero l’equilibrio è Gemini. Poter alzare il polso, fare una domanda e avere immediatamente a disposizione un assistente AI capace di interagire con informazioni e servizi Google è qualcosa che, dopo qualche giorno, si comincia a utilizzare con sorprendente naturalezza.

Ed è probabilmente qui che Pixel Watch 5 riesce meglio: non prova a reinventare lo smartwatch, ma rende finalmente credibile l’idea di avere un assistente personale AI sempre disponibile al polso.

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